Ex zona contestata tra Pagani e Sant'Egidio del Monte Albino. Nella tarda mattinata di ieri un sit-in di protesta da parte dei cittadini interessati. Una manifestazione pacifica per confermare la volontà di rimanere cittadini di Sant'Egidio del Monte Albino. Il sit-in si è tenuto nei pressi di Piazza Eduardo de Ruggiero, luogo simbolo perché rientra nello spazio dove inizia l’ex area contestata tra Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino. I manifestanti intervenuti dicono di non voler cedere la zona contestata al Comune di Pagani, perché legati alle radici, all’identità di Sant’Egidio del Monte Albino. Diversi interventi, tra cui quello di Olimpia Vitale, presidentessa del neo comitato "Restiamo a Sant’Egidio del Monte Albino", del sindaco del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino Antonio La Mura, dell’avvocato e consigliere di minoranza Roberto Marrazzo, del consigliere regionale Nunzio Carpentieri e dell’onorevole Luigi Nocera. Ha declinato l'invito come aveva preannunciato attraverso una lettera ricolta ai cittadini dell'ex zona conetstata, il sindaco di Pagani Lello De Prisco.
La posizione del Sindaco di Sant'Egidio Antonio La Mura
"Dal giorno della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato sulla Zona Contestata sto provando a dire che la questione non può essere risolta con dei semplici - seppur legittimi - passaggi amministrativi. - spiega il sindaco di Sant'Egidio del Monte Albino Antonio La Mura - C’è un tema enorme, del quale non si può non tenere conto, che ha a che fare con la storia, le radici, l’identità e la cultura di un popolo. Nei 900 mila metri quadri della Zona Contestata vivono circa 1300 persone che si sentono di Sant’Egidio e che a Sant’Egidio sono nate, sono cresciute, hanno frequentato la scuola, hanno costruito le loro relazioni, hanno scelto di vivere, votano, si sono sposate e hanno messo su famiglia. Sono cittadine e cittadini di Sant’Egidio del Monte Albino.
La mobilitazione che il Comitato Restiamo a Sant’Egidio ha promosso è il segnale chiaro di questi sentimenti, che sono insieme di preoccupazione e di amarezza. Sentimenti che, al netto delle responsabilità istituzionali che derivano dalla carica che ricopro, ovviamente comprendo e condivido nel profondo.
Siamo con i nostri concittadini e le nostre concittadine, per dire che non sono soli in questa vicenda, come mai lo sono stati, e che noi proveremo tutte le strade possibili perché la loro storia, che è anche la nostra storia, non venga cancellata".

