Bimbo di 7 anni scende dall'auto della nonna e si allontana facendo perdere le sue tracce salvato in extremis, ritrovato dalla polizia in un canale a pochi metri dallo sbocco del fiume Sarno. Alle ore 17.45 del 05.12.2023 giungeva una chiamata alla sala radio del Commissariato per la segnalazione di un bambino di anni 7, che nel mentre si stava recando insieme alla nonna presso il Centro riabilitativo LARS, giunto nel parcheggio del suddetto centro si era allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Sul posto prontamente si recava la pattuglia del Commissariato e poco dopo sopraggiungeva un’altra pattuglia in borghese sempre del Commissariato di Sarno. La nonna del bambino in preda al panico riferiva al personale operante di aver accompagnato il nipote di anni 7 presso il centro Lars per effettuare la consueta seduta di riabilitazione, in quanto affetto da sindrome dello spettro autistico. Riferiva, quindi, che dopo aver parcheggiato la propria auto nel parcheggio della struttura, durante la fase di discesa dall’auto, il nipote sfuggendo al suo controllo aveva repentinamente aperto la portiera del veicolo ed iniziato a correre facendo perdere le proprie tracce.
Nell’immediatezza la nonna non sapeva fornire alcuna indicazione sulla direzione di fuga del nipote, tenuto conto del fatto che a quell’ora era ormai buio e nel contempo stava piovendo.
Subito gli agenti si mettevano alla ricerca del bambino, dopo una prima perlustrazione però si rendevano conto che nelle adiacenze del parcheggio del Centro, situato in una zona periferica della città, vi sono ampi appezzamenti di terreno solcati da canali di irrigazione che confluiscono nel fiume Sarno, pertanto la situazione appariva sin da subito di grave pericolo per l’incolumità bambino. In ragione di quanto detto venivano allertati anche i Carabinieri di Sarno, la Polizia Locale e l’Associazione di Protezione Civile “I Sarrastri”, che giungevano sul posto. Le ricerche si dimostravano difficoltose a causa della scarsa illuminazione e dell’ampiezza dei luoghi da ispezionare, tra l’altro i campi circostanti erano ai limiti della praticabilità perché parzialmente allagati dall’incessante pioggia che si era abbattuta sulla zona sin dal mattino.
Nel frattempo sul luogo, appresa la notizia, si erano concentrate diverse persone tra cui tutto il personale del Centro Lars che subito si sono adoperate anch’esse per dare un contributo alle ricerche. Gli operatori del Commissariato impegnati a coordinare le operazioni, per indirizzare le ricerche decidevano di visione le telecamere del centro dalle quali si evinceva che il bambino una volta sceso dalla macchina si era diretto verso i campi limitrofi, in particolare verso un canale di irrigazione situato ai margini del parcheggio. In ragione di quanto detto le operazioni di soccorso venivano focalizzate nelle adiacenze del canale, il quale veniva ispezionato con l’ausilio di torce. A causa della pioggia caduta il canale era pieno di acqua e situato ad un livello inferiore rispetto ai campi circostanti, tale che non era possibile scorgerne la profondità. Nel contempo gli operatori di Polizia si adoperavano per gestire anche la comprensibile agitazione dei familiari del bambino, in particolare rassicuravano la madre ripetendole che avrebbero fatto di tutto per trovare il figlio. Tutti i canali di irrigazione nelle vicinanze venivano setacciati minuziosamente non esitando gli agenti a calarsi direttamente nelle acque anche per constatarne la profondità. Le ricerche risultavano ancor più complicate in quanto come riferito dalla madre del bambino, lo stesso a causa della sua patologia non parla e non risponde qualora chiamato. Per illuminare il corso dei canali veniva fatto giungere sul posto un trattore agricolo, l’unico mezzo in grado di percorrere i margini del canale completamente ricoperti di fango. Percorrendo uno dei canali e grazie all’ausilio dell’illuminazione del mezzo agricolo, a circa un chilometro dal parcheggio del centro di riabilitazione, veniva avvistato il bambino all’interno di un canale ed in prossimità dello sbocco nel fiume Sarno. Il minore era completamente bagnato, immerso nell’acqua fino al busto e si reggeva ad un ramo di un albero per evitare di affondare nel letto fangoso del canale. Gli operatori di Polizia si adoperavano per estrarlo dalle acque e ricondurlo dalla madre, veniva quindi sottoposto alle prime cure presso il centro riabilitativo e rifocillato anche perché particolarmente infreddolito dopo aver trascorso più di un’ora all’interno delle acque del canale.

