Ci sono giornalisti che raccontano le notizie. E poi ci sono uomini come Carmine Pecoraro, che raccontano un territorio e finiscono per diventarne parte.
Stanotte il giornalismo ha perso una delle sue firme più autentiche. Ma, soprattutto, ha perso uno di quegli uomini che non cercavano la ribalta, perché erano convinti che il protagonista dovesse essere sempre la notizia.
Carmine Pecoraro ci ha lasciati a soli 62 anni, lasciando un silenzio difficile da raccontare per chi, come noi, ha avuto il privilegio di condividere con lui pagine di giornale, telefonate, confronti e quella corsa quotidiana contro il tempo che solo chi vive una redazione può comprendere.
Era un giornalista di altri tempi. Di quelli cresciuti consumando le suole delle scarpe, con il taccuino in mano e il rispetto come primo strumento del mestiere. Prima di scrivere ascoltava. Prima di giudicare verificava. Prima di pubblicare si domandava quale fosse la verità da consegnare ai lettori.
In un'epoca in cui tutto corre veloce, Carmine aveva scelto la strada più difficile: quella della credibilità.
La politica era la sua grande passione, ma non esisteva argomento che affrontasse con superficialità. Dalla cronaca ai grandi temi del territorio, riusciva sempre a trovare quel dettaglio che sfuggiva agli altri, quel particolare capace di dare un'anima alla notizia.
Era una penna elegante, mai sopra le righe. Scriveva con il rispetto di chi conosceva il peso delle parole. Perché sapeva che ogni articolo non era soltanto un testo da pubblicare, ma un pezzo di storia destinato a rimanere.
Ha collaborato con numerose testate giornalistiche, radiofoniche e televisive, mettendo ovunque la stessa dedizione, la stessa disponibilità e la stessa umiltà. Non faceva differenze tra una grande redazione e una piccola realtà editoriale: per lui contava soltanto fare bene il proprio lavoro.
Anche la nostra redazione ha avuto l'onore di poter contare sulla sua esperienza. Carmine non era semplicemente un collega. Era un punto di riferimento. Uno di quelli che, senza alzare mai la voce, riuscivano a insegnare più con l'esempio che con le parole.
Ha formato, consigliato e incoraggiato generazioni di giornalisti. Lo faceva con semplicità, senza mai sentirsi superiore, perché credeva che questo mestiere fosse una continua occasione per imparare. Aveva sempre una parola per tutti, un suggerimento, una riflessione, un invito a non perdere mai il rispetto per le persone e per la verità.
In lui convivevano il cronista rigoroso e l'uomo di rara sensibilità. Era sempre disponibile, sempre presente, sempre pronto a dare una mano. E forse è proprio questa la sua eredità più grande: aver dimostrato che si può essere grandi professionisti senza smettere di essere persone autentiche.
Oggi il nostro territorio perde una voce autorevole. Il giornalismo perde uno dei suoi interpreti più sinceri. Noi perdiamo un amico.
Ci mancheranno le tue telefonate, i tuoi ragionamenti, la tua curiosità inesauribile, la tua capacità di trovare sempre la notizia senza mai perdere l'umanità.
Ci mancherà quel modo discreto di stare in redazione, quella disponibilità che non conosceva orari, quella passione che non si è mai affievolita.
Le persone come Carmine Pecoraro non smettono davvero di vivere quando se ne vanno. Restano nelle parole che hanno scritto, nelle lezioni che hanno lasciato, nei colleghi che hanno formato e nei lettori che hanno imparato a fidarsi della loro firma.
E continueranno a vivere ogni volta che un giovane cronista sceglierà di verificare una notizia prima di pubblicarla, ogni volta che qualcuno metterà il rispetto davanti alla fretta, la verità davanti al clamore.
Perché è questo che ci hai insegnato.
Ciao Carmine.
Grazie per aver fatto del giornalismo una missione e dell'umanità il tuo tratto più bello.
Alla tua famiglia, ai tuoi affetti e a tutti coloro che ti hanno voluto bene giungano il nostro abbraccio più sincero e le più sentite condoglianze.
Il tuo nome continuerà a vivere tra le righe della storia di questo territorio. E nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incrociare il tuo cammino.

