SALERNO/AGRO. Il deputato Edmondo Cirielli scrive al Ministero sull'inchiesta che sta travolgendo le stanze del potere ed in particolare sul ruolo di De Luca quando Cirielli era stato eletto in Parlamento e avrebbe fatto dietrofront dal ruolo di presidente della Provincia di Salerno. “In merito alle intercettazioni tra l'ex prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone, e l'attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca, sulle sorti del consiglio provinciale di Salerno, all'indomani della mia riconferma a deputato alle ultime elezioni politiche. In particolare, il 26 marzo 2013 l'allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmava il decreto di scioglimento della provincia di Napoli, dopo le dimissioni di Luigi Cesaro eletto alla Camera dei deputati e stessa sorte rischiava anche la provincia di Salerno; come si legge nelle intercettazioni riportate, la prefetta, rispondendo alla richiesta di chiarimenti di De Luca, spiega che, mentre per il caso di Napoli il Ministero avrebbe provveduto allo scioglimento del consiglio provinciale e alla nomina di un commissario che, molto probabilmente sarebbe stato il presidente stesso (quindi Pentangelo), relativamente alla provincia di Salerno, «La particolarità della nostra è che non lo potevano dare ovviamente al Presidente e l'avrebbero data al vice (Iannone). Però, per quanto concerneva Salerno, hanno deciso di non farlo ancora perché attendono gli esiti del contenzioso» - spiega Cirielli - Il contenzioso cui si fa riferimento è quello innescato dal ricorso dei consiglieri provinciali del Pd contro la delibera dei consiglio provinciale di Salerno che dichiarò decaduto l'interrogante. Con riferimento, poi, alla qualifica di commissario che avrebbe assunto il vice a Salerno, Pantalone aggiunge «Io mi ero incazzata perché avevo detto che, se la fattispecie era la stessa, dovevamo trattarle tutte e due allo stesso modo», definendo quella di Salerno una cosa assurda per l'idea di assegnare l'incarico a Iannone; come se ciò non bastasse, la Pantalone proseguendo nella disamina dei fatti, rivela di essere stata già contattata da Fulvio Bonavitacola «dopo la notizia», di non condividere l'interpretazione del Ministero e di ritenere invece più opportuna la nomina di un prefetto («ce ne sono molti a spasso»), confessando di aver ricontattato il Ministero «Ho detto: scusate, io avrò quelli del Partito Democratico che mi diranno perché Napoli e non Salerno ? Dice: perché Napoli non ha nessun contenzioso in atto. Ma dico: ma che (...) significa, allora se un provvedimento è impugnato noi aspettiamo fra tre anni che decide il giudice ordinario ?»” Secondo Cirielli: “Gravi appaiono le parole pronunciate dal prefetto, Gerarda Pantalone, in una vicenda su cui avrebbe dovuto mantenere una posizione di assoluta imparzialità, soprattutto se l'interlocutore è un esponente politico, allora sindaco di Salerno; senso dello Stato, affidabilità e terzietà nell'interesse generale sono, infatti, o, forse, sarebbe meglio dire, dovrebbero essere le principali qualità che i prefetti devono rappresentare e dimostrare sul campo -: se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti iniziative ritenga opportuno adottare per fare chiarezza sulla vicenda e accertare se nelle parole proferite dal prefetto Pantalone, che agli interroganti non appaiono in linea con la deontologia professionale di un alto dirigente dello Stato, si possano ravvisare eventuali violazioni disciplinari”.


