Mercato San Severino, prosegue la lotta per l'ospedale

28 Febbraio 2016 Author :  

MERCATO SAN SEVERINO - Prosegue la lotta da parte del comitato "Pro Fucito" e dell’associazioni “diritto alla salute”, sodalizi spontanei guidati da Luca Picarella, Giuseppe Saggese e Vincenzo Sica, che contestano la chiusura dei reparti di Ginecologia, Ostetricia, Pediatria e Nefrologia. Due le iniziative in programma nei prossimi giorni: l’avvio di una raccolta di firme, e una lettera da inviare al capo dello stato, redatta dal dottor Vincenzo Sica, e dal preside Francesco Fusaro, docente universitario.
Le proteste, unanimi da tutto il personale, medico, paramedico e infermieristico, sono cominciate da tempo, ma ora i membri del comitato vogliono sottoporre tali esigenze al nuovo commissario del " Ruggi": Nicola Cantone.
Appena insediatosi, il neo-responsabile dell'Azienda dovrà capire le emergenze e le criticità del territorio. A lui si appellano i dipendenti dell'ospedale. Una struttura nata come residenza nobiliare e poi adibita a tubercolosario.
"Siamo allibiti - dichiarano in una nota - per la chiusura di Ginecologia e degli altri reparti, fino a poco tempo fa fiore all'occhiello del complesso; Come il reparto di ortopedia sotto la gestione del dottor Toro All'improvviso diagnosticano che il reparto è malato".
"Ma le analisi sono buone - ironizzano ostentando un linguaggio specialistico - in quanto c'erano tutti i requisiti sanciti dalla legge 161 del 30 novembre 2014, e cioè la presenza di un numero di medici, infermieri e ostetriche sufficiente a ricoprire la turnazione prevista dalla normativa".
Inoltre tale padiglione garantiva ben oltre i 500 parti contemplati dalla direttiva, quindi non avrebbero dovuto sopprimerlo.
Ma vi sono altri reparti, similmente prestigiosi, a rischio chiusura e che cesseranno di esistere se non vi si pone rimedio: già si è "persa" Ortopedia, notoriamente ben organizzata, per cui si auspica una risposta immediata e la celere risoluzione dei problemi, per evitare il declino completo. Stigmatizzata una "lontananza" degli uffici amministrativi, allocati attualmente a Salerno.
I latori della protesta, ossia il comitato e l'altra realtà: "Diritto alla salute" - quest'ultima capeggiata dal medico internista Vincenzo Sica - illustrano la lunga storia del nosocomio; in particolare ne vantano la posizione strategica - essendo il centro vicinissimo al campus universitario di Fisciano. Pare che l'attuale bacino di utenza conti poco meno di 100mila avventori - incluso l'ateneo.
Nel corso degli anni, non sono mancate occasioni di incontro e confronto o manifestazioni a favore del " Fucito"; tra queste, la recente fiaccolata del 30 gennaio scorso.
Inoltre, il dottore Sica ha fatto stampare - a sue spese - oltre 200 tra volantini e manifesti, distribuiti in tutte le zone limitrofe a S. Severino, nella Valle Irno e altrove. Intanto nei prossimi giorni è prevista un’assemblea del personale medico e paramedico, che deciderà iniziative di lotta per la salvaguardia del nosocomio. Pronti a far sentire la loro voce anche i sindaci della zona che su iniziativa del primo cittadino di calvanico Franco Gismondi terranno da breve un incontro per produrre un documento di protesta da inviare alla regione. Infine anche la CISL medici regionali, guidata dal dottor Attilio Maurano, che lavora proprio all’ospedale di Curteri, nei prossimi giorni, manifesterà il proprio dissenso sulla chiusura dei reparti con una nota che sarà inviata a cantone e al governatore De Luca.

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