Pomodoro San Marzano: ancora un'interrogazione ministeriale in aula. Stavolta a interrogare sono i deputati Fi Russo, Carfagna e Catanoso: “Il pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino è una varietà di pomodoro riconosciuta come prodotto ortofrutticolo italiano a denominazione di origine protetta dal 1996; la produzione del pomodoro San Marzano sostiene l'economia di ben 41 comuni delle province di Salerno, Napoli e Avellino; in Belgio vengono prodotti e venduti pomodori con l'irregolare denominazione «San Marzano»; la tutela del prodotto «San Marzano» rappresenta una battaglia di lungo corso per il nostro Paese, con interessamenti geografici che vanno dagli Stati Uniti fino alla Cina, quest'ultima produttrice dell'ormai nota «pummarola» cinese che viene utilizzata perfino nelle salse anche dall'industria del nord Europa – scrivono i tre deputati forzisti - L'Unione europea, attraverso le parole di Phil Hogan, commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, in risposta ad un'interrogazione presentata il 17 settembre 2015 dall'europarlamentare Maria Bizzotto, ha sostenuto che il pomodoro San Marzano sia una varietà che può essere coltivata al di fuori dell'aria geografica delimitata e che non sia ad appannaggio dei produttori italiani; di seguito le parole del commissario Hogan: «La denominazione "Pomodoro S. Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino" è stata registrata dal regolamento (CE) n. 1263/96 del 1o luglio 1996, modificato nel 2010. Il regolamento (UE) n. 1151/2012 tutela le denominazioni registrate nei casi di imitazione, usurpazione o evocazione o nei confronti di pratiche che potrebbero indurre in errore i consumatori per quanto riguarda la vera origine del prodotto. Tuttavia, la varietà di Pomodoro San Marzano menzionata nella denominazione composta in questione può essere coltivata fuori della zona geografica delimitata e non costituisce pertanto una prerogativa dei produttori italiani in questione”. Nell'interrogazione poi si legge: “In base alle informazioni di cui dispone, la Commissione non può stabilire se le etichette di pomodori prodotti fuori dall'Italia, commercializzate in Belgio ed etichettate con il termine "San Marzano" costituiscano un'evocazione illecita della denominazione in oggetto o un utilizzo legittimo del nome della varietà in questione. Spetta principalmente alle autorità competenti degli Stati membri rilevare eventuali mancanze in occasione dei controlli effettuati»; in altre parole, il pomodoro San Marzano può essere coltivato al di fuori dell'area geografica delimitata e non è appannaggio dei produttori italiani; tali affermazioni non possono che creare grave preoccupazione: si tratta di un vero e proprio attacco al made in Italy, nonché all'economia italiana, se si tiene conto che il cibo italiano è raddoppiato all'estero negli ultimi 10 anni e il pomodoro ha fatto registrare un +88 per cento; è necessario promuovere l'estensione della denominazione di origine protetta al fresco, ed opporsi a tentativi di dequalificare la dop con proposte di una igp del San Marzano “ spiegano. I tre quindi vogliono sapere quali saranno le mosse del ministero interessato presso le competenti sedi comunitarie, “affinché sia tutelata la produzione italiana del pomodoro San Marzano, un prodotto da sempre considerato una delle maggiori eccellenze agroalimentari italiane, anche promuovendo l'estensione della denominazione di origine protetta al fresco, e, più in generale, quali iniziative intenda assumere, a livello europeo e internazionale, affinché non vi siano più attacchi continui e diretti alle produzioni agroalimentari made in Italy”.

