Commissione d'accesso al Comune, ecco cosa ha deciso il Ministero degli interni e perchè. Il Ministero degli Interni sull'amministrazione Aliberti, tardivamente, aveva risposto al pressing del Pd e detto senza mezzi termini che i dubbi erano troppi. "Dopo un'approfondita valutazione é stata concordata la necessità dell'invio di una Commissione d'indagine..." commentano dal governo. A distanza di 5 mesi arriva la risposta del Ministero degli Interni all'interrogazione del Partito Democratico, primo firmatario Tito Iannuzzi, in cui si chiedeva di "promuovere adeguate ispezioni e verifiche al fine di accertare se emergano infiltrazioni della criminalità organizzata nell'apparato politico-amministrativo del Comune di Scafati". La risposta del governo è arrivata il 30 marzo scorso, ne è stata data notizia solo ora e a relazionare presso la Commissione della Camera è stato l'onorevole PD Bocci Gianpiero, Sottosegretario al Ministero degli Interni che ha edotto sulla procedura terminata con l'istituzione in data 21 marzo della Commissione di Accesso:"Come ricordato dagli stessi onorevoli interroganti, negli ultimi anni l'Amministrazione comunale di Scafati è stata investita da vicende giudiziarie che hanno riguardato alcuni amministratori dell'Ente e lo stesso Sindaco. Da ultimo, un'operazione del settembre dello scorso anno – a cui pure si fa riferimento nell'interrogazione – ha condotto l'Arma dei carabinieri e la Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ad eseguire diverse perquisizioni nei confronti di 5 indagati, tra i quali appunto il Sindaco, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, concussione, corruzione e abuso d'ufficio. L'indagine è tuttora in corso e coperta da segreto istruttorio. L'intera vicenda giudiziaria è stata oggetto di approfondita valutazione nel corso di una riunione tecnica di coordinamento svoltasi lo scorso 19 febbraio presso la Prefettura di Salerno, con la partecipazione dei responsabili provinciali delle Forze di Polizia, compresa la Direzione investigativa antimafia, nonché del Procuratore della Repubblica di Salerno presso il Tribunale di Salerno, delegato alla Direzione distrettuale antimafia.Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di promuovere l'accesso al Comune di Scafati, ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali – specificano dal Ministero - Pertanto, il 21 marzo scorso il Prefetto di Salerno, su delega del Ministro dell'interno, ha nominato una Commissione d'indagine con il compito di svolgere mirati accertamenti diretti a verificare eventuali, possibili condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata di tipo mafioso nell'ambito dell'attività gestionale ed amministrativa dell'ente locale. La Commissione si è insediata il giorno dopo – il 22 marzo –, avviando l'attività ispettiva per il tempo previsto di tre mesi prorogabili, una sola volta, per ulteriori tre mesi”. Bocci poi è intervenuto sulla decadenza: “Nell'atto di sindacato ispettivo, gli onorevoli interroganti paventano che la procedura di decadenza sia stata intrapresa dal Consiglio comunale strumentalmente, cioè per consentire al signor Aliberti di ricandidarsi nuovamente alla carica di sindaco, eludendo il divieto di più di due mandati consecutivi sancito dalla normativa. Informo, in proposito, che la questione è venuta meno con la rinuncia da parte dello stesso Sindaco al ricorso al T.A.R. Campania – Sezione di Salerno, che aveva dato origine alla condizione di incompatibilità”.


