Scafati. Aliberti e il patto con la camorra per i voti: le reazioni politiche. "Contenti di essere sconfitti"

21 Luglio 2016 Author :  

In merito all'inchiesta su Aliberti, il fratello e gli esponenti del clan Ridosso Loreto, subito le reazioni politiche.

PASQUALE COPPOLA - Il presidente del consiglio è stato tirato in ballo da Loreto che ha detto che era stato interpellato per un sostegno ed aveva organizzato per Coppola un comizio a Mariconda. Così Coppola spiega: "Durante le campagne elettorali si tengono numerosi comizi. Ho anche tenuto un comizio nelle palazzine Iacp a mariconda come li ho tenuti in tantissime parti della città sempre organizzati da miei supporters. Di una cosa però sono certo non ho mai chiesto appoggio a personaggi poco raccomandabili. Resto sereno ,sicuro del mio operato , e disponibile a chiarire anche questa spiacevole vicenda"

CRISTOFORO SALVATI, FDI (EX CANDIDATO SINDACO) - Alla luce delle richieste di arresto del p.m. antimafia Vincenzo Montemurro e del patto corruttivo con la camorra convalidato dal GIP Donatella Mancini, riteniamo che non si possa continuare l'attività amministrativa in quanto manca l'agibilità politica. Chiediamo ai garantisti della poltrona di dimettersi insieme al capo per limitare il danno all'immagine di una città che non merita il secondo scioglimento per infiltrazione camorristica in poco meno di venti anni.

SCAFATI IN MOVIMENTO - Spesso il Sindaco e i suoi consiglieri di maggioranza con modi arroganti e presuntuosi ci hanno sempre rinfacciato di essere stati bocciati dall'elettorato, spesso abbiamo ascoltato la frase:" candidatevi prendete i voti e poi parlate". Bene siamo felici di non essere stati eletti con taluni metodi, di non aver preso tanti voti, di non aver imbarcato nella nostra lista di tutto e di più, meglio pochi ma buoni e puliti. Un dato è certo e acclarato secondo due magistrati il sindaco ha vinto anche con i voti della camorra, questo è certificato dal pm antimafia Montemurro e ora anche dal gip Mancini, non si tratta più di dichiarazioni di teoremi e illazioni delle opposizioni. É sconcertante avere un primo cittadino ancora in carica su cui pende una richiesta di arresto, misura che per motivi tecnici e giuridici non è stato attuata. Scafati non merita un Sindaco così, scafati merita l'onestà la coerenza e le capacità che solo un rinnovamento della classe politica può dare. Non accettiamo un sindaco eletto con i voti della camorra, vada a casa immediatamente risolva le sue vicende giudiziarie da cittadino e non da rappresentante della comunità, chiediamo anche ai suoi consiglieri un passo indietro. Non possiamo avere un sindaco che chissà quali e quanti processi ancora dovrà affrontare e non è con questi presupposti che una città come Scafati può essere amministrata.

 

MARCO CUCURACHI, PD - “Il dato che emerge dalle notizie di stampa è chiaro ed inequivocabile : nel 2013, in occasione delle elezioni comunali, che hanno visto la conferma del Sindaco uscente Aliberti, il voto era inquinato in quanto frutto di una “corruzione elettorale” tra lo stesso e i rampolli del clan Ridosso – Loreto – si legge nella nota di Cucurachi -. Accordo che è continuato anche durante la gestione amministrativa, mediante incarichi ed assunzioni nelle societa’ partecipate. Il provvedimento del GIP di Salerno, Dott. ssa Mancini, ci consegna uno scenario politico inquietante, all’interno del quale si muovevano e si muovono tuttora con arroganza e protervia, soggetti ed amministratori capaci di condizionare la vita della cittò. Per tali motivi chiediamo a viva voce e con tutte le nostre forze le dimissioni del Sindaco, onde evitare il disonore dello scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni camorristiche. Confidiamo, altresì, nell’intervento del Prefetto di Salerno, dotato di poteri di sospensione dell’attività amministrativa, al quale espressamente chiediamo l’audizione per esternare tutte le nostre preoccupazioni, tenendo presente che nei prossimi giorni sara’ convocato un consiglio comunale per gli assestamenti di bilancio”.

 

MARGHERITA RINALDI, PD - Il dato che emerge dalle notizie di stampa e' chiaro ed inequivocabile : nel 2013, in occasione delle elezioni comunali, che hanno visto la conferma del Sindaco uscente Aliberti, il voto era inquinato in quanto frutto di una " corruzione elettorale " tra lo stesso e i rampolli del clan Ridosso - Loreto. Accordo che e' continuato anche durante la gestione amministrativa, mediante incarichi ed assunzioni nelle societa' partecipate. Il provvedimento del GIP di Salerno, Dott. ssa Mancini, ci consegna uno scenario politico inquietante, all'interno del quale si muovevano e si muovono tuttora con arroganza e protervia, soggetti ed amministratori capaci di condizionare la vita della Citta'. Per tali motivi chiediamo a viva voce e con tutte le nostre forze le dimissioni del Sindaco, onde evitare il disonore dello scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni camorristiche. Confidiamo, altresi', nell'intervento del Prefetto di Salerno, dotato di poteri di sospensione dell'attività amministrativa, al quale espressamente chiediamo l'audizione per esternare tutte le nostre preoccupazioni, tenendo presente che nei prossimi giorni sara' convocato un consiglio comunale per gli assestamenti di bilancio.

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