Non ci sono i soldi: il centro Raggio di Sole per assistenza e attività ludico ricreative ai diversamente abili, non aprirà. Ci sono solo i fondi per i contratti a proroga o per la coordinatrice del piano di zona, solo i soldi degli stipendi degli assunti: però, non ci sono i presupposti per aprire il centro. “Dopo l'estate i ragazzi del Centro Raggio di sole hanno ricevuto dalla Direttrice l'avviso di mancata riapertura della struttura - commenta un cittadino in rete - E' stato fatto un nuovo regalo a 30 famiglie di disabili che dopo aver avuto la notizia che il Centro sarebbe riaperto il 5 settembre appena 3 giorni prima si trovano una situazione gravissima. Cosa hanno fatto questi signori nel corso di questo mese per riaprire, perchè non hanno contattato per tempo le famiglie? Nel frattempo siamo costretti a leggere sui giornali i loro teatrini per vedere come riuscire a " piazzare" i loro amici. E gli operatori del Centro, i disabili, le famiglie dove li piazzerete. I presenzialisti,quelli che sono stati presenti a tutti i momenti ludici per fare passerella non hanno avvertito adesso il dovere morale di impegnarsi per un problema così delicato. Ovviamente non è che altri abbiano brillato per presenza ed attivismo: vergognatevi”. Ma la vergogna è stata rimpiazzata dall'incapacità del piano di zona di ricoprire le spese del centro Raggio di sole e quindi, alla fine il centro resterà chiuso. Avrebbero dovuto garantire la proroga nelle more del servizio ma invece, dall'ufficio di piano non è arrivato nulla e quindi il centro non potrà aprire i battenti ed è probabile che per i disabili non ci saranno alternative che restare a casa, con i disagi del caso. Le accuse – ovviamente – piovono da ogni dove. Come mai i soldi di quasi 90 mila euro circa per il coordinatore saranno pagati ma quelli per i servizi ai disabili no? Come mai sono state fatte “tutte le proroghe” ai fedelissimi ma al centro per disabili no? Insomma, ancora una volta il piano di zona pare abbia perso di vista quale sia il suo ruolo primario: i servizi sociali, il sostegno alle classi deboli.
SCAFATI IN MOVIMENTO - A Scafati i disservizi soprattutto nell'ultimo periodo sembrano essere sempre dietro l'angolo. Questa volta a pagare le conseguenze della cattiva amministrazione sono i diversamente abili. Il servizio che offriva in centro Raggio di Sole resterà chiuso perché il Comune non ha stanziato i fondi e questo comporterà un disagio enorme per le famiglie dei diversamente abili che frequentavano il centro tutto questo è inaudito e inaccettabile, davvero un fallimento politico/amministrativo del Piano di zona e di chi lo gestisce. Di slogan e passerelle i cittadini ne sono pieni e anche stanchi ora la politica deve trovare immediatamente una soluzione e ristabilire quel poco di tranquillità che i disabili e le famiglie avevano. Ci chiediamo dove sono i Consiglieri Teresa Formisano Michele Raviotta sempre in prima linea e pronti per farsi fotografare con i diversamente abili, dov'è il Sindaco che si vantava sempre dei servizi sociali offerti e dei primati di scafati in questo campo. Dove sono ora? Questi sono i responsabili della situazione attuale.
PD, SCAFATI - Notte fonda sul ''Raggio di Sole" - Sono mesi che si è perfettamente consapevoli della nuova organizzazione del Piano di Zona, e sono mesi che si conosce perfettamente quando sarebbe scaduta la progettualità relativa al Centro ludico ricreativo per diversamente abili "Raggio di Sole". Cosa ha fatto l'Amministrazione Aliberti, nel frattempo, per tamponare questa emergenza? Nulla, assolutamente nulla, ben sapendo che, a breve, sarebbero dovuti restare a casa i tanti utenti del centro, avvisati solo venerdì della chiusura, ben consci del fatto che a breve sarebbero rimasti per strada i tanti operatori in esso impiegati. Non ci sono parole per descrivere o definire questo ennesimo fallimento, questo ennesimo grossolano esempio di disorganizzazione della gestione Aliberti che continua a costringere la città di Scafati a brancolare nel buio, ad annaspare nella cultura del disservizio e del biego "piacerismo", mescolando diritti a favori, cosa pubblica a cosa nostra e calpestando la dignità, la salute ed il diritto di cittadinanza di migliaia di scafatesi. Una cosa è certa: Scafati, un giorno, avrà un ricordo chiaro e preciso del Sindaco del Niente.
MICHELE GRIMALDI, PD - L'amministrazione comunale - come sempre distratta - non è riuscita a predisporre una alternativa, e nemmeno ad avvisare in tempo congruo le famiglie interessate. Si è ritenuto che un semplice SMS, 72 ore prima dell'inizio delle attività, bastasse a colmare i disagi arrecati da questo ulteriore incomprensibile taglio alle politiche sociali. Si discute di decadenza e nomine, e si sperperano fondi in consulenze e prebende varie. Ma tempo e attenzione, progetti e risorse, per i cittadini scafatesi - soprattutto quelli più in difficoltà - proprio non riescono a trovarli. Adesso, come al solito, da parte del Sindaco e degli assessori competenti partirà la nota cantilena dello scaricabarile contro Regione, Governo, Unione Europea, Onu, etc. ... Ma nulla cancellerà che questa vicenda è l'ennesima vergogna, e l'ennesima offesa alla propria dignità. che la nostra comunità è costretta a subire.
L'amministrazione comunale - come sempre distratta - non è riuscita a predisporre una alternativa, e nemmeno ad avvisare in tempo congruo le famiglie interessate.
Si è ritenuto che un semplice SMS, 72 ore prima dell'inizio delle attività, bastasse a colmare i disagi arrecati da questo ulteriore incomprensibile taglio alle politiche sociali.
Si discute di decadenza e nomine, e si sperperano fondi in consulenze e prebende varie. Ma tempo e attenzione, progetti e risorse, per i cittadini scafatesi - soprattutto quelli più in difficoltà - proprio non riescono a trovarli.
Adesso, come al solito, da parte del Sindaco e degli assessori competenti partirà la nota cantilena dello scaricabarile contro Regione, Governo, Unione Europea, Onu, etc. ...
Ma nulla cancellerà che questa vicenda è l'ennesima vergogna, e l'ennesima offesa alla propria dignità. che la nostra comunità è costretta a subire.


