Referendum costituzionale a Sarno il governatore della Campania Vincenzo De Luca, il parlamentare Edmondo Cirielli e il consigliere Regionale Alberico Gambino per spiegare le ragioni del Si e del No per l’atteso voto di domenica 4 dicembre. Alle ore 10 allo studio commerciale di Enrico Sirica, a prolungamento Matteotti è arrivato Edmondo Cirielli e Alberico Gambino. A fare gli onori di casa il capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Sarno Enrico Sirica e il portavoce cittadino di Fdi Antonello Manuel Rega.
"Il No – spiega Gambino – è importante per mettere fine agli abusi di questi politici, di questo governo che non è stato eletto dal popolo, ma soprattutto di una classe politica eletta attraverso una legge incostituzionale come il Porcellum. Le regole vanno cambiato ma insieme, attraverso un percorso condiviso da tutti non solo da una piccola parte di Parlamento. Vogliono far passare attraverso questa campagna per il Si che eliminano il Senato e ci sarà il taglio dei soldi pubblici ed invece sono due cose assolutamente false perché il Senato continuerà ad esistere e perché non esisterà alcun risparmio, ma in questo modo toglieranno solo il diritto di voto agli italiani perché non saranno più gli italiani a votare il Senato. Noi votando No non permetteremo questo, non permetteremo ai partiti e alle segreterie dei partiti di far decidere i rappresentanti. Bisogna votare No perché altrimenti diamo linfa a questa politica che ha poca morale, la politica bugiarda di Renzi e De Luca. Questi politici stanno perdendo il senso della misura, basta ascoltare le dichiarazioni fatte all’hotel Ramada del presidente della Campania De Luca per capire quanta poca morale hanno”.
CIRIELLI - Dello stesso avviso il parlamentare Edmondo Cirielli. “Sono elezioni importanti per il futuro nostro e dei nostri figli. Questo è un voto importante perché siamo chiamati a votare un terzo della nostra Costituzione. Una riforma sballata così come proposta, una riforma che non cambia nulla se non in peggio, d’altronde proposta da una parte politica, una piccola parte del Parlamento che finora ha fatto delle riforme fallimentari basta vedere il Jobs act o la riforma Fornero, che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Una proposta di modificare la costituzione arrivata da una parte politica che ha vinto le elezioni con appena 25 mila in più, appoggiata da transfughi di centrodestra e del movimento cinque stelle che hanno cambiato casacca. Queste persone non possono decidere di cambiare le regole, d’altronde così grande importanza come la Costituzione italiana. Una nazione in crisi che si permette il lusso di spendere 4 miliardi di euro all’anno per accogliere gli immigrati, quando poi c’è una crisi in Italia che è spaventosa e non ci sono i soldi per i servizi sociali. La Costituzione stabilisce che devono decidere almeno due terzi del Parlamento per fare dei cambiamenti alla Costituzione, altrimenti rivolgersi ai cittadini attraverso un referendum. Con questa riforma non si abroga il Senato come vogliono far passare ma si toglie solo il diritto di voto agli italiani”. E poi non manca qualche bordata al sindaco di Sarno e presidente della Provincia Giuseppe Canfora, “Se passa il Si diventa un Senato indebolito perché diventeranno senatori i sindaci dei comuni e consiglierei regionali. Pensate al sindaco di Sarno e presidente della Provincia Giuseppe Canfora, che non riesce a fare bene ne il sindaco, ne il presidente della Provincia ce lo possiamo ritrovare a fare il senatore. Altra considerazione da fare è che ci ritroveremo con un Senato unicolore visto che la maggior parte delle regioni italiane sono governate dal centrosinistra, questa certamente non è democrazia. Infine questa modifica non elimina le disuguaglianze ma prevede di togliere fondi alle regioni che non chiudono con un pari di bilancio. Pensiamo alle regioni del Sud che sono in continua difficoltà rispetto alle regioni del Nord, questo non fa altro che continuare a creare una disparità tra Nord e Sud Italia”. Poi parla dell’abolizione delle province “La Costituzione riconosce e promuove le identità territoriali, è quindi assurdo eliminare le provincie. Loro vogliono far credere a tutti i costi che sono state eliminate ma in effetti hanno soltanto tolto il voto ai cittadini e i fondi ai servizi, perché il taglio di 1 miliardo all’anno alle provincie è stato fatto sui servizi ma lasciato le competenze. Pertanto dobbiamo votare un No convinto per non permettere a questa classe politica di continuare a rovinare l’Italia”.
DE LUCA - Alla Eredi Mancusi di Sarno, invece, il fronte del Si con il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Sarno e presidente della provincia Giuseppe Canfora. “Dobbiamo votare Si – spiega Canfora - perché dobbiamo andare avanti con la sburocratizzazione, come stiamo facendo in Provincia e in Regione Campania. In provincia abbiamo ridotto le spese, siamo passati da tredici a sette funzionari. Stiamo lavorando in sintonia con la Regione e con il governo centrale e stiamo ottenendo dei grandi risultati. Dobbiamo dire basta alla disparità tra Nord e Sud del paese e domenica 4 abbiamo la possibilità di farlo votando Si al Referendum”. Subito dopo è stata la volta del governatore De Luca che spiega quanto sia importante per il Sud e in particolare per la Regione Campania votare Si “Se c’è una zona che deve volere il cambiamento è il Sud. Abbiamo 500 mila posti di lavoro in meno rispetto al 2008. Pertanto dobbiamo volere a tutti i costi la sburocratizzazione, basta al bicameralismo, basta con il balletto delle leggi che passano dal Parlamento al Senato, bisogna semplificare dobbiamo quindi votare si per avviare questo processo. Diventa pesante per il nostro paese ed in particolare per il Sud far vincere il No. La regione Campania, grazie alla grande sinergia con il governo centrale, ha usufruiti di tantissimi fondi. Questo governo ci ha permesso di togliere le ecoballe attraverso un finanziamento di 500 milioni di euro. Sono arrivati soldi per bonificare Bagnoli, siamo la prima Regione ad approvare il Patto per il Sud. Sono arrivati 50 milioni di euro per l’Eav, per il trasporto pubblico campano. Dobbiamo investire 200 milioni di euro per il grande progetto Sarno. Stiamo lavorando per la metropolitana dell’agro. Il governo sta investendo sui siti archeologici della Campania per riqualificarli. Noi della Campania abbiamo ragioni in più per votare Si. Noi vogliamo un paese libero e non prigioniero della palude burocratica”
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https://puntoagronews.it/politica/item/47914-sarno-si-o-no-al-referendum-le-visite-di-de-luca-e-cirielli-le-dichiarazioni.html#sigProIde087f5fe3d


