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Scafati. Helios, Amato: "Un ampliamento su indicazione del consigliere Casciello...."

13 Febbraio 2017 Author :  

Inchiesta su politica e rifiuti: il consigliere Mimmo Casciello volle la convenzione attenzionata dalla Dda. Spunta la missiva che incastra l'amministrazione Aliberti e l'ex consigliere. Le indagini e il diritto di cronaca fanno luce sugli indirizzi politici che favorirono e vollero la convenzione tra la AM Technology, azienda riconducibile alla più nota Helios, e l'Agroinvest, la partecipata che fa capo ai comuni dell'agro, nata per realizzare i piani industriali, tra questi anche quello scafatese individuato in via Sant'Antonio Abate, zona Cappella. L' operazione avrebbe permesso al noto gruppo abatese-scafatese impegnato nella raccolta e gestione dei rifiuti di potersi ampliare.

LA LETTERA DI AMATO - Da uno scambio epistolare acquisito dall'antimafia emerge che fu il consigliere Mimmo Casciello a fare da trait d'union e dare l'assenso. Tutti gli atti stipulati e i documenti che certificano l'interesse politico favorevole a questa operazione sono finiti da tempo sotto la lente della Direzione Investigativa Antimafia. La società che si occupa di rifiuti, l'AM Tecnology (AM Ambiente, Helios, Igiene Urbana etc sono tutte riconducibili ad una sola proprietà come si legge nella stessa convenzione da loro sottoscritta), tempo fa versò una cospicua somma di denaro, circa 800mila euro, per ottenere dei lotti di terreno all'interno del Pip di Angri. Nel 2015 l'AM Tecnology chiese ed ottenne, senza che fosse espletato alcun bando pubblico per l'assegnazione, un lotto di 10mila mq di terreno nel Pip di via Sant'Antonio Abate. All'AM Technology fu concesso di poter compensare la cifra dovuta per il lotto con la somma già versata per avere i lotti di terreno nel Pip di Angri (800mila euro). Nel Pip di Scafati aveva sede ed operava un'altra ditta vicino alla AM Technology: la Helios (proprietà in parte riconducibile all'AM).

L'AMPLIAMENTO - Il gruppo abatese/scafatese avrebbe avuto la possibilità di potersi ampliare in una zona già martoriata e che lamenta da tempo disagi culminati con denunce e manifestazioni a tutela della salute e per il rispetto dell'ambiente. Alle marce di protesta erano spesso presenti in prima fila i politici locali, tra loro proprio coloro che i documenti dimostrano siano i promotori della convenzione attenzionata dall'antimafia. È datata 30 Luglio 2015 la missiva finita nelle mani degli inquirenti che ha per oggetto la convenzione tra Agroinvest e l'AM Tecnology che dimostra l'interessamento nell'operazione dell'ex consigliere comunale, più volte anche membro del cda di Agroinvest e delegato al Pip, il dottore Mimmo Casciello. Nella missiva , avente protocollo n 1441, con oggetto la convenzione tra AM Technology e Agroinvest è riportato testualmente:" Con riferimento alla richiesta di AM Technology s.r.l. ed all'indirizzo espresso da parte dello stesso Comune di Scafati per il tramite del consigliere Casciello, si trasmette in allegato la bozza di convenzione del lotto L122 all'interno del Pip di via Sant'Antonio Abate...". La convenzione che ha portato la AM Tecnology ad acquisire ulteriori terreni all'interno del Pip di Cappella sarebbe poi stata firmata ufficialmente il 5 Agosto 2015. Il giorno precedente la stipula della convenzione, il 4 Agosto, lo stesso ex consigliere Casciello, si dimise dall'incarico di consigliere di amministrazione adducendo motivazioni che nulla hanno a che vedere con disaccordi con Agroinvest per questa operazione. Queste dimissioni sono state usate sempre dall'ex consigliere per difendersi da ogni responsabilità sull'operazione e per asserire che non aveva avuto, nè poteva avere alcun ruolo, cioè assente giustificato al momento della firma.

LA VERITA' SEPOLTA - Ora emerge dagli atti che Casciello si dimise dopo aver seguito personalmente l'iter della convenzione, aveva dato il placet politico e le sue dimissioni erano avvenute quando l'operazione era bella e fatta, infatti lo stesso 4 Agosto risulta che la AM Tecnology si era recata in banca per emettere un assegno circolare a titolo di acconto a favore di Agroinvest per un importo pari ad euro 82.732 euro. Dunque le dimissioni di Casciello datate 4 agosto caddero a pennello: lo stesso Casciello avrebbe risposto ad Amato per ulteriori chiarimenti ma di fatto sarebbe rimasto in silenzio ufficiale mentre l'Am si insediava, Ma poi perchè non ha combattuto contro la discarica? Del resto l'amministrazione Aliberti ci ha abituato che nulla accade per caso.

IL DATO - Restano i fatti: nel 2015 l'amministrazione Aliberti e il delegato al Pip Casciello non hanno messo in campo nessuna azione per denunciare quello che stava accadendo ad Agroinvest. Stavano realizzando un sito di stoccaggio: loro c'erano. Nessun disaccordo, totale silenzio, pertanto nessun atto tirato dal cilindro avrebbe ora valenza se non per avere un appiglio giudiziario o mediatico: la convenzione tra AM e Agroinvest aveva un costo complessivo di 1milione 800 mila, detratti gli 800mila euro già versati per l'acquisto dei lotti nel Pip di Angri, restava da versare 1 milione di euro da saldare con effetti cambiari (cambiali). Anche le motivazione presenti nella convenzione e che avrebbero spinto l'azienda a preferire il Pip di Scafati rispetto a quello di Angri lasciano perplessi: "...per ragioni esclusivamente riconducibili alle difficoltà nell'avvio concreto nelle opere di urbanizzazione del piano..." di Angri. Eppure, sono note a tutti, le enormi difficoltà che non hanno mai fatto decollare il Pip di Scafati che anzi ha un ritardo di realizzazione enorme rispetto a quello di Angri, ben più avanti.

LE DOMANDE DELL'ANTIMAFIA - Al vaglio degli inquirenti vi è la fattibilità dell'operazione, le scelte amministrative invece attanagliano i cittadini: come mai c'era stata quella richiesta da Casciello ai vertici di AgroInvest? Quale l'interesse pubblico da tutelare per cui aveva avallato una convenzione che portava un'altra azienda che si occupa di gestione e rifiuti nella zona Pip di Scafati? Un'area Pip che vive i noti disagi ambientali dovuti alla Helios, con la presenza di un'altra azienda che si occupa di rifiuti, sarebbe stata penalizzata o avvantaggiata? Con l'ampliamento o l'insediamento dell'ennesima azienda operativa nel campo dei rifiuti, altre aziende avrebbero scelto come investimento l'area Pip di Scafati? Alle poche aziende presenti in un Pip a trazione rifiuti, cattivi odori e disagi, cosa sarebbe rimasto da fare se non andare via? Agli altri imprenditori, tanti scafatesi, che hanno versato migliaia di euro e che mai hanno ottenuto nulla, è stata data la stessa possibilità concessa all'AM? Queste le perplessità per quanto riguarda il campo economico e degli investimenti, ma la scelta di indirizzo avallata dall'ex Casciello è testimoniata sia dalla missiva del 30 Luglio 2015 che dal silenzio suo e dell'amministrazione Aliberti su cosa accadeva durante l'estate 2015 e che avrebbe certamente arrecato non pochi disagi ai residenti della città, in particolare agli abitanti nella zona Cappella.

IL DISAGIO ATTUALE - Intanto i controlli e il successivo sequestro avvenuto ad opera del Noe nei confronti dell'altra azienda di rifiuti operante, la Helios è notizia degli ultimi mesi. Tutto avveniva in danno degli stessi cittadini al cui fianco l'ex consigliere Casciello sfilava in occasione delle marce di protesta, accompagnato fieramente da altri esponenti politici, due su tutti che non potevano non sapere: l'ex sindaco Pasquale Aliberti e il consigliere regionale Monica Paolino. Ad oggi permane un evidente conflitto di interessi tra passato e presente, l'ex consigliere Casciello e le aziende di rifiuti riconducibili al gruppo abatese/scafatese che grazie alla convenzione hanno avuto e in parte hanno ancora rapporti con la società Acse, partecipata comunale di cui il Casciello è ancora vicepresidente. Ora resta da capire se anche adesso il vice presidente tutelerá gli interessi comuni come nel 2015.

 

 

 

 

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