Sarno. Caso Cosap, Agovino replica a Ferrentino: "La maggioranza si comporta come un branco di pecore”.
Caso Cosap, Agovino replica a Ferrentino: “Il comportamento di questa maggioranza è tipico di un branco di pecore". Così il capogruppo di Forza Italia risponde al vicesindaco Gaetano Ferrentino sul caso Tributi e dirigenze. "Il sottoscritto, dopo aver letto quanto dichiarato dal sig. vicesindaco in merito ad una sua interrogazione consiliare, non può esimersi di fare alcune precisazioni. Innanzitutto trattandosi di interrogazione consiliare si attende la risposta nella sede istituzionale propria. Secondariamente non può non rispondere alle “accuse” mosse, anche se con stile, alla passata amministrazione Mancusi che avrebbe previsto nel Regolamento della COSAP un norma “vessatoria” con la quale si imponeva il pagamento del canone esteso all’intero anno indipendentemente dal momento in cui veniva rilasciata l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico. Da una attenta lettura del testo del Regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 82 del 17 giugno 2013, rinvenibile sul sito del Comune, non risulta affatto una tale previsione. Il Regolamento distingue all’art. 7, non modificato successivamente: a) le concessioni giornaliere per occupazioni di durata inferiore all’anno; b) le concessioni annuali con durata dal 1°gennaio al 31 dicembre; c) le concessioni pluriennali di durata non inferiore ad anni due a partire dal giorno del rilascio fino al 31 dicembre dell’ultimo anno concesso. L’art. 30 del Regolamento, successivamente modificato dall’attuale amministrazione, stabiliva nel testo originale: “Il versamento del canone all’atto del rilascio della nuova concessione, per occupazioni annuali e/o pluriennali, è relativo al periodo dalla data di rilascio al 31 dicembre dell’anno di riferimento”. Ora se ricordiamo che per le occupazioni annuali la durata è fissata dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno, ecco che, nel caso di occupazioni pluriennali la durata dovrà iniziare dal momento del rilascio dell’autorizzazione. La norma modificata nel testo vigente parla di canone commisurato al periodo intercorrente tra la data del rilascio ed il 31 dicembre dell’anno di riferimento espresso in dodicesimi, che rappresenta solo una precisazione a quanto già stabilito nel vecchio testo. D’altra parte una norma diversa, ovvero una diversa interpretazione della stessa, sarebbe stata sicuramente illegittima per violazione dell’art. 63, comma 3, del Decreto Legislativo 446/1997 “Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche”, il quale stabilisce “Il canone è determinato sulla base della tariffa di cui al comma 2, con riferimento alla durata dell’occupazione”. Dunque un canone richiesto per il periodo in cui non c’è l’occupazione né il rilascio del titolo non sarebbe, in alcun caso possibile. Questo si deduce anche dai principi generali quali il verificarsi del presupposto o fattispecie impositiva quale fatto generatore dell’obbligazione tributaria o paratributaria. Inoltre un Regolamento Comunale non potrebbe introdurre, neanche per interpretazione, una norma impositiva se non in base alla legge, stante la previsione dell’art. 23 della carta costituzionale “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. In ogni caso non è concesso a nessuna Amministrazione, di qualunque colore politico, di pensare di poter far “cassa” sulla pelle dei cittadini - si legge nella nota di Agovino - Inoltre ricordo al Sig. Vicesindaco che nel 2013 e ancora prima, il sottoscritto si opponeva alla sua maggioranza perché pretendeva di più dalla stessa. Mi pare che questa maggioranza se pur fa acqua da tutte le parti nessuno si oppone ne si ribella, atteggiamento tipico di un branco di pecore.

