Roghi nel Salernitano: De Luca vuole chiedere i danni e poi, accusa
La Campania brucia ancora, con il Vesuvio flagellato dalle fiamme anche ieri: sono oltre 100 gli ettari boschivi andati distrutti nell'area del vulcano, dove è entrato in azione l'Esercito. La Regione però non richiede lo stato di emergenza al governo, che prevede il potere di ordinanza al capo dello Protezione civile nazionale e lo stanziamento di risorse destinate ai primi interventi. L'opzione resta sul tavolo: Palazzo Santa Lucia la valuta ma filtra la volontà di procedere prima ad una ricognizione dei danni. E questo nonostante l'appello a far partire subito la richiesta, rivolto due giorni fa dalla conferenza dei capogruppo consiliari all'unanimità. Se frena sullo stato di emergenza, il governatore Vincenzo De Luca fa però trapelare «una possibile richiesta di stato di calamità naturale al ministero delle Politiche agricole», quindi circoscritta ai danni economici per le coltivazioni. Ma De Luca contrattacca dopo l'ondata di accuse piovuta addosso a Palazzo Santa Lucia. «Dagli incendi il danno più grave è quello ambientale poi - dichiara a Gittoni Valle Piana a margine dell'inaugurazione della Multimedia valley e riporta la Città - abbiamo un secondo danno, quello di imbecillità per ciò che scrivono i giornali, perché c'è sempre chi deve cercare il capro espiatorio, chi si inventa la soluzione del giorno dopo e chi fa finta di non vedere i problemi reali». Il governatore sbotta anche contro le «bestialità» di «qualche esponente dei vigili del fuoco». Tra le accuse mosse alla Regione c'è la mancata stipula della convenzione con i vigili del fuoco sulla prevenzione dei roghi boschivi, emersa in una lettera ai sindacati da Giovanni Nanni, direttore regionale dei caschi rossi. «Abbiamo firmato un protocollo con i vigili del fuoco - ribatte De Luca - ai quali tradizionalmente paghiamo gli straordinari dal 15 luglio al 15 settembre, i due mesi considerati più a rischio. Se poi i delinquenti iniziano ad appiccare gli incendi a gennaio penso che i vigili debbano rivolgersi al ministero degli Interni, perché sono loro dipendenti». «La Regione Campania - aggiunge il governatore - paga 400mila euro di straordinario che non dovrebbe pagare per dare una mano ai vigili del fuoco. Quest'anno poi abbiamo fatto una cosa in più, visto che è stato sciolto il Corpo della guardia forestale confluito nei carabinieri e non si sa ancora di chi sia la competenza delle aree boschive, abbiamo dato altri 200mila euro, sempre ai vigili del fuoco, per impegnarli oltre che nelle aree urbane anche a supporto delle attività di spegnimento nelle aree boschive». Sull'origine dell'allarme De Luca non ha dubbi: «Ci sono bande organizzate di delinquenti che per ragioni economiche o speculative incendiano pezzi del territorio. La soluzione è individuarle, metterle in galera e buttare la chiave». Il presidente della Regione ha quindi tenuto una riunione alla centrale operativa della Protezione civile Regionale: in videoconferenza al capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, ha chiesto l'invio di un ulteriore aereo. Anche ieri critico lo scenario nell'area vesuviana: contenuto il fronte sul versante tra Ercolano e Torre del Greco, complessa la situazione ad Ottaviano, Terzigno e Agerola-Monti Lattari; sotto controllo la situazione a Cava Sari. Intanto Legambiente diffonde il "Dossier incendi": da metà giugno a oggi, in Campania, sono andati in fumo 2461 ettari di superfici boschive, pari all'84% del totale bruciato in tutto il 2016; la provincia di Salerno è la più colpita con 963 ettari, il 37% del totale.


