I deputati Conte e Muroni di Liberi e Uguali scrivono al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a proposito del vasto incendio scoppiato nei depositi della Nappi Sud, un'azienda che si occupa di trattamento dei rifiuti nella zona industriale di Battipaglia: “Per cause ancora da chiarire, sono andate a fuoco, a stabilimento chiuso, senza particolari condizioni climatiche, due interi capannoni: in uno pare fossero stoccati rifiuti in legno, in un altro pare ci fossero solo uffici. Sull'accertamento della natura dell'incendio, nonché su cause, responsabilità, moventi e dinamiche, sono al lavoro gli inquirenti".
I disagi per i cittadini
I due deputati Leu continuano: "Per i cittadini di Battipaglia sono state ore di grande disagio e forte preoccupazione, a causa della nube che si è sollevata dal rogo e che ha costretto in tanti a barricarsi in casa; l'episodio arriva a un anno esatto da un altro incendio che, nel giugno 2017, interessò l'azienda Sele Ambiente, anch'essa impegnata nel trattamento dei rifiuti e andata misteriosamente a fuoco; pochi giorni fa, un'altra ditta del ramo è stata interessata da un blitz dei carabinieri del nucleo operativo ecologico di Salerno, che hanno sequestrato un impianto di trattamento di rifiuti speciali per gravi violazioni di legge. In un tratto di meno di 7 chilometri tra Eboli e Battipaglia, si è consolidato un insediamento industriale di riciclaggio dei rifiuti composto da ben 20 impianti privati, capaci di trattare 2,5 milioni di tonnellate l'anno, una cifra equivalente a quasi tutto il fabbisogno regionale (che ammonta a 2,6 milioni di tonnellate); a questi si aggiungono due impianti pubblici: lo Stir di Battipaglia e quello di Eboli, che insieme trattano 114 mila tonnellate l'anno di frazione organica, pari al fabbisogno di Salerno e provincia; sull'area, incidono da anni, anche impianti dismessi di trattamento dei rifiuti mai bonificati – si legge nell'interrogazione a firma dei deputati Muroni e Conte - La zona si è trasformata, così, nel più mastodontico polo dei rifiuti d'Italia, con uno stravolgimento del territorio e rischi enormi per l'ambiente, la salute, l'assetto economico, vista anche la ricaduta su turismo e agricoltura, e non poche preoccupazioni per le possibili infiltrazioni malavitose nel tessuto industriale, dal momento che la cronaca spesso ha consegnato casi di interessi criminali nel ciclo dei rifiuti. Gli incendi e gli eventi degli ultimi tempi riattivano le preoccupazioni per le ricadute sulla salute pubblica e sulla qualità dell'aria e del territorio, dentro una situazione ambientale di allarme sociale; la presenza oggettivamente sovradimensionata di impianti per il trattamento dei rifiuti in un'area così ristretta e l'assenza di confronto tra le istituzioni e le popolazioni, le quali da tempo si vedono calare dall'alto decisioni non concertate e non discusse, hanno generato un grosso allarme sociale”.
Sos ambiente
I deputati specificano al ministro che “Si rende ormai necessario avviare un piano complessivo di monitoraggio ambientale, epidemiologico e di impatto territoriale degli impianti di trattamento dei rifiuti, pubblici e privati, su tutta la zona. Va al tempo stesso interessata l'Autorità nazionale anticorruzione, per verificare possibili infiltrazioni malavitose nel settore. Va condotta un'analisi complessiva sull'attività dei privati, nel ramo rifiuti, e va avviata una fase nuova di bonifiche e di recupero ambientale”. Infine i deputati chiedono al Ministro Costa se intende promuovere “una iniziativa per approfondire i fatti citati e coordinare un'azione di monitoraggio, valutazione e intervento sull'area industriale tra Eboli e Battipaglia, ai fini della tutela dell'ambiente e del territorio”.

