Pagani. Tari, fondo crediti dubbia esigibilità, accantonati 10 milioni di euro da Bottone, Sessa: "Illegittimo"

17 Ottobre 2019 Author :  

“Nel periodo temporale 2015/2019 sono stati accantonati nel Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, dal Sindaco Bottone e dal Servizio Finanziario dell’Ente, ben 10.759.474,32 riferiti ai “proventi da TARI”. Questo accantonamento, che ha, nella sostanza, sottratto tali somme al loro utilizzo per altre finalità ed altri scopi e che ha contribuito a peggiorare le condizioni disastrose della finanza comunale inducendo obbligatoriamente il dissesto finanziario dell’Ente, è stato da subito contestato dal Sindaco Gambino e dall’Assessore al bilancio Contaldi che, unitamente al consigliere politico del Sindaco Emilio Bonaduce, hanno chiesto invano – per settimane e per iscritto – di correggere tale “illegittimo ed anomalo comportamento contabile” ricevendo solo e soltanto “dinieghi” dal Responsabile del Servizio Finanziario”. Lo sottolinea in una nota il sindaco facente funzioni Anna Rosa Sessa.“Rispetto a tale “ incomprensibile e forzata insistenza a mantenere tale accantonamento” – aggiunge- il Sindaco Gambino è stato obbligato a chiedere l’intervento della Corte dei Conti formalizzando una richiesta di parere, poi inoltrata in data 24 Settembre 2019, finalizzato a dichiarare “l’illegittimità di tale comportamento contabile” che ha sottratto, per anni, risorse correnti di bilancio per integrare il FCDE e, quindi e di fatto, creando quelle condizioni disagiate sul piano finanziario che hanno impedito il rispetto del PRFP ed hanno indotto il dissesto finanziario.
La Corte dei Conti ha riscontrato la richiesta del Sindaco Gambino, con parere 126/2019 del 15.10.2019, ed ha sostanzialmente e definitivamente dato ragione al Sindaco ed all’Assessore al Bilancio rilevando “l’anomalia comportamentale” e di fatto sancendo che “nessuna somma va accantonata al FCDE con riferimento alla TARI” le cui somme non riscosse, come era stato più volte ribadito e contestato al Servizio Finanziario, sono ordinari “residui attivi” che vanno conservati nel bilancio per almeno tre anni prima di essere “stralciati come crediti di dubbia esigibilità”.
Con il ricordato parere è stato posto “un ulteriore tassello nell’opera di ricostruzione di una situazione finanziaria dell’Ente reale e veritiera” eliminando “un altro comportamento giuscontabile anomalo” che, da un lato, è stato utile solo per garantire incapacità e mancata volontà di assunzione delle responsabilità di ruolo e, dall’altro lato, ha peggiorato le condizioni di disagio economico e finanziario del bilancio comunale e della città tutta. Se da un lato spiace dover constatare fattualmente, ancora una volta, come “incapacità, superficialità, menefreghismo e mancate assunzioni delle responsabilità di competenza” abbiano prostrato un’intera città ed abbiano determinato un obbligato dissesto finanziario dell’Ente che ogni giorno diventa più grave nella sua portata devastante, dall’altro lato diventa sempre più necessario proseguire nell’opera di riorganizzazione di una struttura burocratica litigiosa e, per tanti versi, incapace e filosofica nonché di continuare ad operare per “ sanare la situazione finanziaria dell’Ente” in modo da poter operare, con il bilancio stabilmente riequilibrato (dal 2020), per ricostruire la città e favorirne il suo sviluppo”, conclude.

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