Confini fra Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani: finalmente chiarita la querelle secolare

06 Dicembre 2019 Author :  

Finalmente chiarita la querelle secolare dei confini fra Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani. 

Nella seduta consiliare del 4 dicembre 2019 la Provincia di Salerno arriva alla conclusione di una delicata e secolare controversia che rimaneva irrisolta sulla definizione dei confini fra i Comuni di Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani.

“Finalmente è stato messo un punto fermo – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese - in merito alla incredibile questione della definizione ufficiale dei confini della zona contestata tra Sant’Egidio del Monte Albino e Pagani. Parliamo di una querelle che, non solo rimaneva irrisolta da lunghissimi anni, ma che era stata quasi tacitamente abbandonata.

L’origine della controversia tra i due comuni, in merito alla cosiddetta zona contesa ha inizio con la costituzione dei comuni stessi a seguito delle leggi napoleoniche. Pur avendo infatti, una propria specifica e autonoma identità amministrativa e territoriale, documentata sin da epoca medievale con i nomi di Università di Sant'Egidio e Università di Pagani, i Comuni, come sopra costituiti, fino al 1806 fecero parte di un unicum politico-amministrativo, denominato Città di Nocera, di cui facevano parte tutti i Casali allora compresi negli attuali territori dei Comuni di Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara.

A seguito della legge 18 ottobre 1806 n. 211, che aboliva gli Antichi Regimenti Municipali, cui fecero seguito la L. 8 dicembre 1806 n. 272, che determinava i distretti del Regno, e la L. 20 maggio 1808 n. 146, con cui si riformava il sistema di elezione dei corpi rappresentativi e degli amministratori dei Comuni - il governo del Re di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l'entità amministrativa, nota come Città di Nocera, abolì le antiche Università e, sulla falsariga di quello che era già avvenuto in Francia, fece nascere gli attuali Comuni. Successivamente, con il Decreto 4 aprile 1809, il Governo regio istituì il Catasto provvisorio, detto anche Catasto Murattiano.

È l’istituzione dei documenti del Catasto Murattiano l’origine della controversia fra i due comuni. Ma grazie alla minuziosa istruttoria dell’architetto Nicola Vitolo, del settore Pianificazione strategica e Sistemi culturali, diretto da Ciro Castaldo, e al lavoro del dirigente proponente, Alfonso Ferraioli, è stata prodotta una copiosa documentazione che ha permesso al Consiglio provinciale di pronunciarsi e concludere finalmente la questione”. 

Punto Agro News

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