di Danilo Ruggiero
L’ex sindaco di Sarno, il commendatore Antonio Atonna, vince in giudizio contro la Regione Campania e il Comune. I due enti pubblici condannati a restituire il suolo espropriato dopo la frana del 5 maggio del 98’. In quell’area sono state realizzate importanti vie di fuga per la popolazione e, nel 2017, venne intitolata una strada a Padre Bernardo Atonna, il sacerdote sarnese prossimo alla santificazione.
Il Tribunale amministrativo regionale di Salerno ha accolto il ricorso proposto dalla famiglia dell’ex primo cittadino di Sarno Antonio Atonna, commendatore e cavaliere della Repubblica italiana, nonché ex Presidente del Cda dell’Ospedale "Villa Malta" di Sarno e dirigente del Ministero dell’Economia. I ricorrenti, difesi dagli avvocati Luigi Vuolo e Gaetano Berardo Atonna, nel 2003, erano stati espropriati di una vasta superficie, sita nella frazione di Episcopio, tramite ordinanza del Presidente della Regione Campania, quale Commissario di Governo delegato per l'attuazione degli interventi infrastrutturali di emergenza e di sistemazione idrogeologica. Il procedimento di esproprio, aperto all’indomani dei gravi dissesti idrogeologici del 5 e 6 maggio del 1998, riguardò un’area di 4 mila metri quadri collocata tra via Pedagnali e via Casasale, dove la Regione Campania effettuò, negli anni successivi, alcune delle opere di ricostruzione più importanti dell’epoca post frana. In quest’area, in cui registrò il maggior numero di vittime per l’evento alluvionale e dove era sito l’ex ospedale “Villa Malta”, sono state realizzate importanti vie di fuga per mettere in sicurezza la popolazione della frazione di Episcopio. Tuttavia, la privazione di quella vasta superficie, avvenne senza un formale Decreto di esproprio da parte dell’Ente di Palazzo Santa Lucia. Nel 2016, perciò, la famiglia Atonna ha presentato un ricorso al Tar di Salerno contro la Regione Campania e il Comune di Sarno per chiedere la restituzione dei beni espropriati e far acclarare l’illegittima occupazione del suolo. Secondi i ricorrenti la procedura espropriativa, a tutt'oggi, non si è conclusa con l'adozione di un formale decreto di esproprio. Le Amministrazioni intimate, infatti, non solo non avrebbero corrisposto alcun importo alla famiglia dell’ex sindaco, ma non hanno neppure provveduto alla riconsegna e alla reimmissione in possesso dei suoli. Alla luce di quanto lamentato in giudizio, la sezione seconda del Tar di Salerno, presieduta dal magistrato Nicola Durante, trattenuta la vertenza in decisione, ha accolto parzialmente il ricorso dei cittadini, nella parte in cui viene accertata l’illegittima occupazione della superficie di via Pedagnali. Adesso, pertanto, sia l’Ente espropriante, la Regione, che l’Ente utilizzatore dei beni, il Comune di Sarno, dovranno restituire l’intera superficie di 4 mila metri, cosi come era stata acquista, e risarcire i privati. In tale area, nel 2017, venne intitolata dal Comune una strada a Padre Berardo Atonna, familiare dell’ex sindaco Antonio Atonna- già invocato Santo da decenni dalla comunità- per il quale è tutt’ora in corso la beatificazione presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

