di Danilo Ruggiero
SARNO. «Stop a nuove ditte di rifiuti nella zona industriale» il Tar di Napoli si schiera dalla parte del Comune di Sarno e accoglie il ricorso contro la Regione Campania e una ditta ecologica di via Ingegno.
La Sezione Quinta del Tribunale amministrativo di Napoli, presieduta dal magistrato Maria Abbruzzese, ha annullato il decreto regionale con il quale era stata escluso dalla procedura di “Valutazione di impatto ambientale” il progetto per la realizzazione di un impianto di messa a riserva e recupero di rifiuti speciali nell’area pip di via Ingegno. Il ricorso presentato dal Comune di Sarno, difeso dall’avvocato Michele Troise, scaturisce proprio dalla decisione dalla Direzione Generale del ciclo integrato delle acque e dei rifiuti della Campania che, su parere della Commissione “Via.Vas.Vi”, aveva “ignorato” la delibera del consiglio comunale di Sarno - poi approvata anche dal consiglio provinciale di Salerno- che dichiarava la città come «zona non idonea alla localizzazione di nuovi impianti di rifiuti» poiché considerata, in base al rilevamento di vari parametri, area già «satura da questo tipologie di attività».
Nel giudizio dinanzi al Tar di Napoli, dove si sono costituiti la società ecologica interessata alla realizzazione di un nuovo impianto di rifiuti, la Regione Campania e con ricorso ad adiuvandum anche la Provincia di Salerno, il Comune di Sarno ha presentato una relazione dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna, in cui si evince la presenza di alte concentrazioni chimiche legate all’emissione di fonti inquinanti e di disturbo per la popolazione, superiore alle soglie normative di alcuni metalli (quali ad esempio mercurio, cadmio, nichel e piombo). Dunque, secondo l’Ente municipale guidato dal sindaco Giuseppe Canfora, la Regione Campania aveva «soltanto apparentemente» valutato l’esistenza della deliberazione della Provincia di Salerno, la quale aveva calcolato un “Livello di saturazione territoriale” non idoneo alla allocazione di nuovi impianti. Una funzione che, secondo il Tar di Napoli, appartiene all’Ente Provincia, e non alla Regione, nonostante l’entrata in vigore della c.d. “legge Del Rio”. Quindi la competenza di individuare le aree per la localizzazione gli impianti resta in capo alla Provincia di Salerno, guidata dal Presidente Michele Strianese, in quanto deputata ad esercitare le funzioni in tema di “difesa del suolo”. Per i giudici napoletani, pertanto, la decisione del consiglio provinciale «è stata totalmente disattesa dalla Commissione Via.Vas.Vi, e con essa dalla Regione Campania, che hanno ritenuto di bypassare il profilo ostativo nel parere finale». Inoltre, il Tar di Napoli, nell’accogliere il ricorso presentato dal Comune di Sarno e annullare il decreto della Regione Campania, ha evidenziato come il territorio della città dell’Agro sia «oggettivamente inidoneo alla ulteriore recezione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti visto che la disamina del Cnr, trovante conforto nel Piano regionale dei rifiuti, ha accertato il superamento delle soglie normative di inquinamento ambientale e atmosferico».


