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Scafati. Allagamenti, Carotenuto: "La storia si ripete con carattere di normalità"

26 Novembre 2025 Author :  

Allagamenti: una questione infinita a cui non si riesce a mettere la parola fine, nonostante le tante promesse basta il primo giorno di pioggia per far affondare il territorio nell'acqua. Ad intervenire sulla situazione èil consiglierecomunalediScafati Arancione FrancescoCarotenuto: "Ogni volta che il cielo si oscura, gli abitanti trattengono il fiato. Basta un temporale appena più intenso per trasformare quel tratto le città, Scafati in primis, in una distesa d’acqua senza confini. Gli allagamenti non sono più eventi eccezionali: sono diventati una condanna, una ferita che si riapre puntualmente, sempre più profonda, sempre più dolorosa. - scrive Carotenuto _

Case, attività, terreni: tutto viene travolto nella stessa scena che si ripete da anni, ma che oggi assume un colore più cupo, quasi definitivo. La gente parla con voce spezzata di esasperazione, di famiglie costrette a barricarsi mentre l’acqua corre tra le strade come un animale in fuga. Le immagini che circolano sui social raccontano più di mille parole: Via Orta Longa, via Terze, perferie e centro diventano ormai un corridoio alluvionale, un luogo che cede, che si abbassa, che affonda con ogni pioggia.

Perché la situazione peggiora?
Il territorio sembra un mosaico di scelte sbagliate e cambiamenti incontrollati. Chi parla di impermeabilizzazione crescente, chi denuncia canali ostruiti, fossi dimenticati, affluenti del Sarno che straripano senza trovare alcun ostacolo. La verità è che qui ogni fattore contribuisce a un equilibrio idrico ormai spezzato. L’acqua non defluisce: ristagna, sale, invade. E lo fa con una facilità disarmante.

Le istituzioni?
Navigano tra risorse insufficienti, progetti a metà, interventi temporanei destinati a fallire dopo il primo temporale. La Regione Campania, chiamata più volte a intervenire, risponde come può, in mezzo a un territorio già martoriato ovunque. Ma nel frattempo Scafati (e non solo) continua a sprofondare, letteralmente e metaforicamente.

Il terreno non assorbe più nulla. Diventa spugna satura, fango che trascina via ogni certezza. Le case si isolano come piccole zattere in un mare color ruggine. Ogni scroscio è una minaccia. Ogni nuvola è una paura.

E la comunità? Aspetta. Osserva. Sopporta. Ma soprattutto ha smesso di credere alle promesse. Cerca soluzioni di fortuna, rialzi improvvisati, sacchi di sabbia. Perché ciò che manca davvero è una strategia di lunga visione: un progetto serio, organico, capace di ridare ordine a un territorio che urla da anni.

La gente non chiede miracoli.
Chiede semplicemente di non dover più vivere sospesa tra allerta e disperazione. Chiede che questa ferita non venga più coperta con cerotti, ma affrontata alla radice.

Perché un’intera comunità non può continuare a sopravvivere. Ha il diritto di vivere.
E di farlo in sicurezza.

L'auspicio è che il nuovo governatore e la sua squadra facciano proprio questo grido di dolore e provino a mettere mano ad un tema complesso che deve essere affrontato perché non piu' tollerabile"..

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