Vi voglio raccontare due aneddoti su una grande star del cinema americano: Joan Crawford. All’inizio della sua carriera artistica, quando non era ancora un’attrice del cinema, la Crawford faceva la ballerina di taverna e non si è mai vergognata di questo né l’ha tenuto nascosto, neanche dopo essere diventata ricca e famosa. Non hai mai ripudiato il suo passato, anzi ne è stata sempre orgogliosa. “Quando ero ancora una giovane attrice” raccontava “mi divertivo un mondo a rubare i mariti alle mie amiche e, soprattutto, alle mie colleghe. Godevo, da morire, nel farmi odiare e insultare dalle mogli tradite. E più erano tronfie e sicure di sé, della loro bellezza, del loro successo, della loro presunta e presuntuosa intelligenza, più io mi accanivo a stuzzicare i loro preziosi uomini e a farli cadere completamente ai miei piedi. Ma non volevo certo sposarli! Giammai! Di mariti ne ho avuto 4 e bastano e avanzano. Lo facevo solo per soddisfare il mio orgoglio di donna, per vendicarmi di certi apprezzamenti maligni che le grandi signore di Hollywood continuavano a fare sulle mie origini di taverna.”di
“Quella”mormoravano quando passavo davanti a loro, a testa alta “viene dai bassifondi del mondo dello spettacolo, faceva la spogliarellista di taverna per tirare avanti e Dio sa cos’altro ancora! Ha l’intelligenza di una gallina che si crede un’aquila e, in quanto a cultura, stendiamo un velo pietoso!”
“Quanto rosicavo quando sentivo quei commenti disgustosi! Dentro di me ribollivo d’ira e, stringendo i denti, mi ripromettevo che, prima o poi, gliel’avrei fatta pagare, con tutti gli interessi. E l’ho fatto!! Con grande gioia e soddisfazione!” Che donna! Indubbiamente un’attrice di grande talento e carisma ma terribile, “temperamentosa” e vendicativa! Sentite quest’altro aneddoto, sempre su di lei!
Era il 1959, si avvicinava la serata della consegna degli Oscar. La Crawford l’aveva vinto nel 1945 per “Il romanzo di Mildred” e Bette Davis, la sua acerrima rivale, lo aveva vinto per ben due volte, la prima nel 1936 per la sua interpretazione in “Paura d’amare” e la seconda nel 1939 per il film “Jezebel, la figlia del vento”. Quell’anno nessuna delle due era tra le candidate per la conquista dell’ambita statuetta ma, poiché facevano parte, di diritto, della giuria, come precedenti vincitrici, erano entrambe presenti alla cerimonia di premiazione che si svolgeva nel Chinese theatre di Hollywood. Quell’anno una delle candidate favorite alla corsa per la conquista dell’oscar, come migliore attrice, era la bravissima Susan Hayword che, però, quella sera non era presente alla cerimonia in quanto era impegnata in una fortunata turnè teatrale. Prevedendo che la vincitrice sarebbe stata lei, la Crawford le aveva telefonato premurosamente e le aveva detto “Cara, sono sicura che quest’anno l’Oscar lo vincerai tu, non ho dubbi! La tua interpretazione, commossa e commovente, è stata fantastica…”
“Grazie, Joan, magari fossero vere le tue parole! Purtroppo, se dovessi vincere io, a causa dei miei impegni teatrali, non potrò essere presente alla cerimonia, per ritirare il premio”
“ E che problema c’è, cara? Se vuoi, potrei ritirarlo io, per te, mi farebbe molto piacere”
“Dici davvero?” chiese la Hayward, sorpresa per la disponibilità generosa della collega
“ Sì, certo!”
“Grazie, grazie, Joan, sei una vera amica!”
La Davis era vestita con un abito semplice, sobrio ed elegante, abbellito da qualche gioiello ad hoc. La Crawford, invece, tutta agghindata, era addobbata come un albero di Natale, scintillante di gioielli e decorazioni varie. La Davis la guardava con la coda dell’occhio, disgustata da tanta gratuita ostentazione, vistosa e appariscente. Manco doveva ritirarlo lei l’Oscar per la miglioe attrice dell’anno! Ma, quando dal palco l’attore Bob Hope, aprendo la busta, lesse il nome della vincitrice, annunciandolo con la ben nota frase “the winner is”, non appena ebbe fatto il nome di Susan Hayword per il film”Non voglio morire”, la Crawford si alzò, raggiante, dal suo posto per farsi strada tra i posti a sedere e andare a ritirare l’Oscar, al posto della Hayword, come concordato con lei per telefono. Avanzò come una regina nella fila in sedeva e arrivata all’altezza della Davis, senza degnarla di uno sguardo, le intimò “Tocca a me! Fatti da parte e lasciami passare!”. La Davis non le perdonò mai quest’affronto e quando, qualche anno dopo, girarono insieme “Che fine ha fatto Baby Jane?”, il capolavoro di Robert Aldrich, non le rivolse mai la parola, al di fuori del set. Che donne!!


