Ad esattamente 19 anni dal premio Nobel per la letteratura vinto dal sommo giullare Dario Fo ora il premio passa al menestrello del Rock Bob Dylan, comunicato oggi dal comitato del Nobel svedese. Due personaggi eclettici i quali, ognuno con le proprie peculiarità, hanno messo in luce le contraddizioni e le innumerevoli sfaccettature della nostra società. L'emerito premio Nobel Dario Fo, venuto a mancare in questo stesso giorno all'età di 90 anni, utilizzando una sottile ironia e armato di quell'enorme sorriso da vero commediante che lo contraddistingueva, amava sbeffeggiare il potere, qualsiasi esso fosse e in ogni sua forma più disprezzante e subdola. Un giullare non più al servizio del cortigiano di turno ma ai servigi del popolo, riscattato dal quell' oppressione di regime attraverso le armi della satira e della conoscenza che portano alla libertà e dunque all'emancipazione. Fo, criticando il "teatro borghese" amava recitare non a caso in luoghi alternativi quali piazze, case del popolo, fabbriche: luoghi dove poteva trovare un pubblico diverso da quello tipico dei teatri, un pubblico che era composto soprattutto dalle classi subalterne e che normalmente aveva meno opportunità di accesso agli spettacoli teatrali. La “giullarata” Mistero buffo del 1969 è forse la sua opera più famosa, ed egli, unico attore in scena, recitava una fantasiosa rielaborazione di testi antichi in grammelot, traendone una satira tanto divertente quanto affilata. Una carriera condivisa con l'attrice Franca Rame, che l'ha accompagnato in tutte le sue battaglie politiche e nei suoi lavori artistici, che gli sono valsi talvolta anche la censura. Altrettanto rivoluzionario nei contenuti dei suoi testi è il messaggio delle canzoni di Bob Dylan le quali descrivono soprattutto i privilegi dei potenti impuniti e le ingiustizie subite dai deboli e dai disperati. Canzoni come "blowing in the wind ", "The Times They Are a-Changin", "Knockin' on Heaven's Door", "Mr. Tambourine Man", "A Hard Rain's A-Gonna Fall" hanno ispirato e seminato la carriera di artisti del calibro di Jimi Hendrix, Rolling Stone (il cui nome deriva proprio dalla canzone "like a Rolling Stone" dello stesso Dylan), Animals, Guns'n Roses, Bruce Springsteen . È stato inoltre paladino dei movimenti per i diritti civili statunitensi, ha marciato insieme a Martin Luther King e cantato contro la guerra in Vietnam. Un vero folk man capace con la sua chitarra e la sua poesia di ispirare intere generazioni segnando addirittura la giurisprudenza americana dopo che diversi giudici della Corte suprema hanno citato i testi delle sue canzoni per redimere diverse controversie nelle aule di tribunale. Due linguaggi diversi, dunque, l'uno ironico e irriverente da sarcastico teatrante, l'altro ruvido e poetico da ribelle rocker, entrano così entrambi a far parte del novero degli innovatori della letteratura con l'insigne premio Nobel a loro conferitogli in una sottile linea atemporale. Il giullare e il menestrello, due visionari, due innovatori del nostro tempo la cui arte rimarrà senza tempo, indelebile nelle coscienze e nei cuori del loro pubblico. In questo senso la morte di Dario Fo non è un punto di fine, ma il prosieguo e il trionfo dell'arte nelle sue mille forme, l" Art for art's sake" (arte per amore dell'arte) come direbbe un esteta quale Oscar Wilde.


