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L'esorcista: tra aneddoti, maledizioni e grandi successi

25 Febbraio 2017 Author :  

di Francesco Apicella

Nel 1973 uscì nelle sale cinematografiche statunitensi “L’esorcista”, tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty e diretto dal regista William Friedkin. Il film, nonostante gli effetti speciali dell’epoca non fossero all’altezza di quelli utilizzati oggi nei film dello stesso genere, grazie alla sapiente regia di Friedkin, al suo contenuto narrativo , un “esorcismo” che, allora, era un argomento completamente inedito nelle produzioni cinematografiche e, soprattutto, grazie alla bravura degli attori tra cui spiccano Max Von Sydow, Ellen Burstyn e Linda Blair, alla sua prima esperienza cinematografica, nel ruolo di Regan MacNell, la bambina indemoniata protagonista della vicenda, ottenne un grandissimo successo di critica e di pubblico ed è, tutt’oggi, uno dei film horror più amati e meglio realizzati nella storia del cinema. Intorno al film ruotano numerosi aneddoti, curiosità e leggende metropolitane e durante la lavorazione e la successiva proiezione del film nelle sale accaddero  veramente dei fenomeni inquietanti che resero “L’esorcista”, nell’immaginario collettivo, un film maledetto, circondato da un alone sinistro di mistero e di esoterismo e denso di emozioni e di brividi di terrore. Alla prima del film, a Roma, al cinema Metropolitan, ci fu un temporale fortissimo e un fulmine colpì una croce di ferro, di oltre due metri, che cadde pesantemente dal tetto di una Chiesa dl 400’, in mezzo alla piazza. A pochi passi si trovavano gli spettatori che aspettavano di entrare nel cinema e molti di essi, spaventati dall’accaduto, decisero di rinunciare alla visione del film e di tornare a casa.  Dopo due giorni di riprese un corto circuito  in un pannello elettrico provocò un incendio sul set che distrusse la casa dei protagonisti quasi completamente, ad eccezione della camera di Regan che rimase, inspiegabilmente, intatta, salvandosi dalle fiamme. L’attore Paul Bateson che interpreta il tecnico di laboratorio  con la barbetta,nella scena della radiografia, nel 1979 venne arrestato perché era un serial killer di omosessuali e a lui si ispirò, successivamente, Friedkin per realizzare il suo film “Cruising” con Al Pacino. Ad alimentare la voce che “L’esorcista” fosse un film maledetto contribuirono le numerose morti di attori, tecnici, parenti e personale in generale, legati tutti direttamente e indirettamente alla produzione del film. L’attore Jack MacGowran che interpreta il ruolo di Burke Dennings, il personaggio che nel film muore cadendo dalle scale, morì poco prima che il film uscisse nelle sale,stroncato da una micidiale influenza. Stessa sorte toccò all’attrice Vasiliki Maliaros che nel film interpretava la madre di padre Karras; morirono inoltre il fratello di Max von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio appena nato di un tecnico, il guardiano notturno del set e uno dei tecnici addetti alla refrigerazione della stanza di Regan.  L’urlo di dolore che si sente quando Ellen Burstyn, la madre di Regan, viene scaraventata a terra con forza dalla figlia posseduta, è vero; i cavi che avrebbero dovuto sostenerla ed attutire, così, la caduta a terra non funzionarono e l’attrice battè violentemente sul pavimento, provocandosi seri e duraturi danni al coccige. Il regista ritenne l’urlo così reale da non voler ripetere la scena e di mantenerla così come era venuta al primo ciak. Poiché era un grande perfezionista e voleva ottenere sempre il miglior risultato dal suo lavoro, Friedkin per rendere quanto mai credibile e terrorizzante la voce di Regan, mentre era posseduta, ordinò alla grande attrice Mercedes McCambridge, che doppiava la Blair mentre era indemoniata, di aumentare l’arrochimento della sua voce fumando tre pacchetti di sigarette al giorno, mangiando solo uova crude e mele acerbe e bevendo tanto whisky. Inoltre per raggiungere il top della perfezione aggiunse alla voce dell’attrice tracce di uno sciame di api, grugniti di maiali e le urla di un bambino sottoposto a un vero esorcismo. In Italia fu Laura Betti, la straordinaria musa ispiratrice di Pier Paolo Pasolini, a dare la voce alla bambina indemoniata e , senza ricorrere ai trucchi e agli espedienti di Friedkin, fu superlativa e  originale nel farlo, ottenendo con la sua bravura quel tono di voce profondo, roco, inquietante e sinistro che il personaggio richiedeva. Il giovane padre Dyer che, alla fine del film, confessa padre Karras, era (ed è tuttora) un prete vero, un prete cattolico di nome William O’Malley e ,all’epoca, insegnava alla Fordham University. Poiché non era un attore, per ottenere l’effetto dell’ espressione scioccata del suo viso, durante la scena finale, il regista gli diede uno schiaffo in faccia e gridò “azione”! Alla fine delle riprese Friedkin chiese al reverendo Thomas Bermingham di fare un vero e proprio esorcismo sul set ma il religioso si rifiutò per non aumentare ulteriormente  lo stato di agitazione di tutta la troupe e si limitò soltanto a benedire il set rassicurando, così, tutti. Per rendere ancora più cupo e affascinante l’alone di mistero che circonda il film sembra che, durante la scena in cui Regan si sottopone ad esami radiografici,sia comparsa una piccola croce sulla fronte di Linda Blair e che la stessa sarebbe visibile nella pellicola. Durante la prima americana del 1974 uno spettatore si ruppe la mandibola urtando contro la poltrona davanti a lui  e, ritenendo che l’incidente fosse stato provocato dalle immagini subliminali presenti nel film, fece causa alla Warner Bros per farsi risarcire i danni subiti. La nota casa di produzione per evitare che la questione finisse in tribunale pagò all’interessato una cospicua somma di denaro. In molte sale si registrarono incidenti simili e in più occasioni, a causa di malori improvvisi e isteria generale, si dovette chiamare l’autoambulanza. E, per finire, il montaggio del film fu effettuato, casualmente, al numero civico 666 della Fifth Avenue a New York e questo numero, come tutti sanno, è quello che rappresenta “la bestia”nell’apocalisse di Giovanni e questa combinazione fortuita accresce ancora di più la fama che il film fosse davvero posseduto da oscure presenze demoniache. Comunque, al di là di tutto questo materiale aneddotico,“L’esorcista” resta un capolavoro assoluto nella storia del cinema horror ed è l’unico film del genere ad essersi aggiudicato ben due premi Oscar e 4 Golden Globe. L’ho visto il primo giorno che è uscito nelle sale cinematografiche e mi ha impressionato tantissimo, togliendomi spesso il sonno, di notte, e risvegliando in me timori e antiche paure. Mi piacerebbe molto rivederlo ma, nonostante abbia visto tanti altri film del genere horror, evito di farlo perché sono sicuro che la sua visione mi turberebbe e sconvolgerebbe come la prima volta, se non ancora di più

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