Tumore alla prostata: al via campagna di sensibilizzazione. Tasso mortalità più basso in provincia di Salerno

30 Marzo 2021 Author :  
"Il tumore della prostata rappresenta il 3% della causa di morte in Campania, valore piu' alto di tutte le altre regioni italiane. A differenza del resto d'Italia, dove si osservano circa 30,1 decessi su 100.000 abitanti, in Campania i decessi sono 35 ogni 100.000 abitanti. Una maggiore incidenza, il 9% in piu', si nota nell'aerea casertana, rispetto alla media regionale. Viceversa, il numero piu' basso di decessi per il cancro alla prostata si registra nell'Asl di Salerno, ma in generale l'eta' di insorgenza della malattia si e' abbassata di molto, in alcuni casi anche sotto i 40 45 anni". A parlare e' il professor Giovanni Di Lauro, direttore dell'Unita' Operativa Complessa di Urologia presso l'Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. "Questo non significa che si debba avere paura - aggiunge - perche' la prevenzione puo' fare moltissimo. Oggi le nuove tecnologie di analisi e di cura, le nuove tecniche chirurgiche - con l'ausilio della robotica - danno ottimi risultati quasi nel 100% dei casi, in tempi veloci, se la malattia e' diagnosticata per tempo". "Mi raccomando niente QuiProQuo sulla prostata… e' un fatto c'a s'adda capi' bbuon…". Recita cosi' la campagna di sensibilizzazione che vede come testimonial l'attore Francesco Paolantoni anche quest'anno in prima linea per "QuiProQuo salute della prostata: stop agli equivoci, si' alla prevenzione", promossa da Europa Uomo Italia onlus e Fondazione Onda. Paolantoni, gia' lo scorso anno, e' stato protagonista di una serie web incentrata sull'importanza di affrontare insieme al proprio partner l'argomento. Anche quest'anno, il popolare artista napoletano ha voluto offrire il suo volto e la sua arte a un webspot, ironico gia' dal nome: "Paolantoni and Friends", nel quale compare in veste di "saggio" e, nel corso di un brindisi augurale di compleanno invita alcuni suoi amici a superare paure e reticenze e a farsi controllare la prostata. E cosi' il regalo per il festeggiato e' un controllo per il dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico). "QuiProQuo e' una campagna che sosteniamo dal 2019 per ragioni che si possono riassumere in due parole: responsabilita' e sensibilita' - sottolinea Giuseppe Maduri, amministratore delegato Astellas Pharma - una diagnosi di cancro cambia la vita e le prospettive per il paziente: e' fondamentale aiutare gli uomini adulti a superare barriere, tabu' e resistenze su un tema che ci mette in forte imbarazzo e migliorare la bassa predisposizione a fare diagnosi precoce". Purtroppo ancora oggi sono troppi i tabu' e troppo pochi gli uomini che dopo i 40 anni si sottopongono a visita urologica (appena il 25%). Il dato emerge da un'indagine di Elma Research. "Abbiamo deciso di promuovere la campagna - spiega Maria Laura De Cristofaro, presidente Europa Uomo Italia Onlus - per sensibilizzare tutta la popolazione, uomini e donne, sull'importanza della diagnosi precoce. È importante che l'iniziativa sia ripartita in un periodo cosi' difficile". Convinta dell'importanza della prevenzione e' anche Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda: "Anche in questa seconda edizione uno degli obiettivi di 'Qui pro Quo' e' coinvolgere e sensibilizzare la popolazione femminile, perche' la salute della PROSTATA dovrebbe essere considerata una questione che investe globalmente la coppia". Giusto ricordare che il cancro della PROSTATA e' la neoplasia piu' diagnosticata tra gli uomini sopra i 50 anni, con oltre 36.000 nuovi casi nel 2020. "Un TUMORE che all'esordio non presenta sintomi - spiega Bernardo Maria Cesare Rocco, professore Ordinario di Urologia all'Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia - quindi attenzione alla dinamica minzionale, che non ci sia sangue nelle urine o nel liquido seminale, che non ci si alzi troppo spesso di notte e che l'attivita' sessuale sia nella norma". Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi nel trattamento farmacologico del TUMORE della PROSTATA, che e' una malattia "ormono-sensibile". "Sono stati messi a punto farmaci ormonali di nuova generazione - dice Massimo Di Maio, professore Associato di Oncologia Medica, Universita' degli Studi di Torino - che riescono controllare anche per lunghi anni la malattia in caso di precedente resistenza alla terapia ormonale di prima linea. Ai progressi farmacologici si e' accompagnato un miglioramento della sopravvivenza e della qualita' della vita".

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