di Annamaria Porro
(parte prima)
La canzone napoletana famosa in tutto il mondo, è riconosciuta come bene inestimabile. Napoli vanta una storia della musica davvero antica. Il Teatro di San Carlo, fondato nel 1737 da Carlo di Borbone divenuto re di Napoli a soli 17 anni nel 1734, è riconosciuto come il teatro di lirica più antico e famoso d'Europa. Il canto però affonda radici ben più antiche, non a caso la sirena Partenope, la fondatrice della stessa, era famosa per il suo canto. Questa vocazione alla musica risalirebbe quindi a diversi secoli prima della realizzazione del Teatro di San Carlo.
Il primo brano in napoletano Jesce Sole
Diversi studi hanno confermato che il primo brano in napoletano sia legato ai canti popolari, in particolare al canto delle lavandaie che in epoca medievale, portavano grandi ceste colme di panni da lavare sulla collina del Vomero. Le donne sottoposte ad un duro lavoro cantavano e lavavano. Sembravano delle fate che si muovevano tra il vento e il sole nel verde della collina, intonando insieme una delle canzoni più antiche ritrovate intitolata Jesce Sole, un brano del XIII secolo, musicato diversi secoli dopo da Roberto de Simone. Questo brano cantato e ballato è soprattutto un inno al sole che con il suo calore avrebbe asciugato i panni lavati nei ruscelli.
La musica a Napoli è stata sempre parte integrante della vita quotidiana di tutti i napoletani, indipendentemente dal ceto sociale a cui appartenevano. La città è stata da sempre riferimento culturale di tantissimi compositori e musicisti. Il luogo per eccellenza in cui si formavano gli artisti erano i conservatori. Nel ‘700 erano presenti 4 conservatori.
Il Conservatorio di San Pietro a Majella
Durante l’’800, in epoca borbonica, i 4 conservatori furono uniti in unico prestigioso conservatorio ancora oggi fondamentale riferimento di studio della musica classica: il conservatorio di San Pietro a Maiella (qui si è formato Riccardo Muti). Tra il ‘700 e l’ ‘800, Napoli vantava teatri e conservatori, ovunque vi erano spettacoli. Compositori e musicisti di tutto il sud e non solo raggiungevano Napoli per fare fortuna. Napoli, era un faro in mezzo al mare che illuminava chi voleva intraprendere la carriera musicale. Le mode, la classe borghese in ascesa, piccoli investitori hanno creato un entourage artistico di grande fama internazionale.


