"Sotto 'o cielo e' Napule", l'anima della tradizione vibra a Sarno con "I Figli di Partenope"

16 Settembre 2026 Author :  

La Recensione dello spettacolo de' "I Figli di Partenope"

di Franco Apicella*

Il 12 settembre 2026, in occasione della tradizionale Festa di Maria SS. di Montevergine, il pubblico di Sarno, nel Portone di via Paolo Falciani, ha potuto assistere a qualcosa di straordinario. Lo spettacolo "Sotto 'o cielo e' Napule", un viaggio fantastico tra memoria e identità musicale, portato in scena dal gruppo I figli di Partenope, ha trasformato la piazza in un palcoscenico a cielo aperto dove la devozione, la memoria storica e l'energia popolare si sono fuse in un'unica, potente emozione. A guidare questo viaggio emozionante sono state le voci magnetiche e appassionate di Gemma Annunziata e Ugo Maiorano.

Gemma Annunziata, artista a tutto tondo, cantante raffinata e talentuosa attrice di teatro, eclettica e grintosa, alterna la sua attività artistica tra i palcoscenici teatrali e i palchi dei concerti, regalando sempre, al pubblico, performance memorabili; 

Ugo Maiorano, pilastro della musica popolare d'autore, è il fondatore de ‘La paranza dell’Agro’, storico gruppo di musica popolare, nato per salvaguardare, custodire e tramandare le tradizioni coreutiche (insieme dei balli, delle danze e dei movimenti rituali o festivi che appartengono al patrimonio culturale di un popolo e vengono tramandati di generazione in generazione n.d.r) e musicali dell’Agro Nocerino-Sarnese.

E’ un mago della tamorra, nelle sue esibizioni questo strumento musicale non manca mai e, col suo ritmo incalzante, gli permette di creare, all’istante, atmosfere magiche e ipnotiche, di grande impatto emotivo. Oltre a queste due voci straordinarie, il gruppo si avvale anche dell’apporto di valenti e instancabili musicisti: Nello Coppola alla batteria, alle chitarre Angelo Vitolo e Bruno De Rosa, Felice Cutolo al basso e ad altri strumenti tradizionali, alla fisarmonica Liberato Dolgetta e al violino Elisa Cimmelli.

I Figli di Partenope, come sempre, nel corso della serata hanno saputo ridare vita alle melodie senza tempo della tradizione campana e meridionale, trovando il perfetto equilibrio tra il rispetto filologico dei classici e una travolgente freschezza interpretativa. La scaletta della serata è stata un crescendo di intensità.

Ha aperto il concerto Ugo con la celebre ‘Tarantella tradizionale’, accompagnando il canto col ritmo incessante e trascinante della tammorra. Gemma Annunziata con la sua affascinante presenza scenica e la sua frizzante energia ha cantato classici della canzone napoletana come ‘Michelemmà’, Comme facette mammeta’, ‘A tazza ‘e cafè’, ‘Funiculì Funicula’e gioielli del repertorio musicale di Renato Carosone, come‘O sarracino’e ‘Caravan petrol’; si è prodigata sul palco con generosità e ha toccato le corde più profonde dell’anima dei presenti con una versione intima e appassionata di brani intramontabili del repertorio romantico napoletano come ‘Voce ‘e notte’ e ’O surdato nnammurato’.

I momenti in cui Gemma e Ugo hanno cantato in coppia sono stati elettrizzanti e hanno infiammato la piazza, trascinando il pubblico in un vortice di entusiasmo e di vibrante partecipazione: hanno iniziato, col ritmo frenetico della Tammurriata alli uno’, proseguendo, poi, con lo struggente‘Canto dello scugnizzo’, un omaggio fiero ed emozionante di straordinario impatto civile ed emotivo, dedicato ai valorosi scugnizzi delle 4 Giornate di Napoli, che ha unito il valore artistico al ricordo storico; subito dopo Ugo ha eseguito la sfrenata ‘Tammurriata dell’Avvocata’, accompagnato da un coro di tammorre suonate abilmente da ragazzi provenienti da Bagni e da Materdomini, simbolico passaggio di consegna della tradizione popolare dal passato al presente e al futuro. La Tammurriata dell'Avvocata è un tradizionale canto devozionale, accompagnato dal suono delle tammorre, legato al pellegrinaggio che si tiene in onore della Madonna dell'Avvocata sul Monte Falerio, sopra Maiori, il lunedì di Pentecoste. Il culmine del pathos popolare è stato raggiunto con l’ interpretazione in coppia di "Brigante se more", la bellissima ballata di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, cantata con intensa partecipazione emotiva e fierezza meridionale, e con una scatenata "Tammurriata nera" a cui, per renderla ancora più vivace e interessante, i due cantanti hanno aggiunto nuovi versi, esilaranti e a doppio senso; un’esecuzione indemoniata e coinvolgente, dove il ritmo della tammorra ha scandito, senza sosta, il battito del cuore della piazza. Non sono mancate, infine, le incursioni nelle irresistibili tarantelle di Napoli e del Salento, del Cilento e della Calabria. I presenti non hanno saputo resistere al magico richiamo del canto della ‘sirena’ Gemma e si sono sfrenati a ballare al ritmo scoppiettante delle tante tarantelle eseguite dal gruppo. A rendere lo spettacolo un'esperienza visiva totale è stata la presenza di Tanya Maiorano (figlia di Ugo) e Andrea Albero, i due straordinari ballerini del gruppo, che hanno danzato la tarantella e la pizzica in modo meraviglioso e coinvolgente, incarnando perfettamente la forza ancestrale e l'eleganza di questi ritmi.

Nei loro spettacoli I figli di Partenope non si limitano soltanto a eseguire canzoni: custodiscono e rinnovano il patrimonio artistico meridionale, arricchendolo con innovazioni musicali moderne e di elegante, raffinata, creatività. Gemma Annunziata, col suo timbro di voce caldo e vellutato e la sua straordinaria estensione vocale e Ugo Maiorano con la sua voce potente, intensa e appassionata, traboccante di contagioso entusiasmo, hanno regalato a Sarno e a coloro che hanno visto lo spettacolo in diretta streaming, una serata indimenticabile. Un concerto stupendo che unisce, cura la nostalgia e celebra la vita pulante ‘sotto il cielo di Napoli’ e di tutto il Sud.

*critico di teatro e cinema. Curatore da 12 anni della rubrica Spettacolo: ‘fattariele e ‘nciuce’ su Punto Agro News

 

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