Sarno. In riferimento alla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno n. 5974 del 27.09.2016, oggetto di commenti rispetto all’operato Soget post dismissione, l’Amministrazione Comunale precisa quanto segue. "La Commissione Tributaria, nella detta sentenza, ha preso atto di quanto posto in essere da questa Amministrazione, sancendo l’ovvia verità che a far data dal 17.05.2015 la Soget spa è stata dismessa dall’Ente. La Commissione Tributaria ha anche preso atto che l’accordo stragiudiziale del 21.05.2015 non è una proroga dei poteri della Soget, ma solo un accordo di passaggio di consegne che lasciava alla Soget la residuale riscossione degli avvisi prodotti alla data del 16.05.2015. Pertanto, a partire da quella data, il Comune ha recuperato il potere di accertamento e di riscossione degli eventuali nuovi accertamenti prodotti anche per i periodi (2007-2012) della convenzione che legava l’ente alla Soget. L’accordo stragiudiziale tra il Comune e la Soget prevede anche che la società curi tutte le fasi dei giudizi a propria cura e spese, manlevando il Comune che, invece, sulla scorta della convenzione, avrebbe dovuto sopportare i costi dei gradi di giudizio successivi al primo, pur non avendo prodotto esso gli atti. Quindi, se il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado della Commissione Tributaria di Salerno, che fa stato solo tra le parti, dovesse effettivamente accertare che la Soget ha prodotto un avviso ben oltre il termine del 16.05.2015, sarà cura della stessa Amministrazione chiedere alla società conto e ragione dell’esercizio di un potere che non aveva nei confronti del contribuente. Intanto, registriamo il dato, confermato dalla sentenza stessa, che questa Amministrazione ha mandato via la Soget a far data dal 17.05.2015, mentre altri l’hanno portata a Sarno per una devastante attività di accertamento inseritasi su un tessuto già economicamente depresso. Tale attività straordinaria di accertamento della Soget ha prodotto effetti devastanti anche perché chi ha guidato il settore specifico non ha mai messo i contribuenti davanti alla necessità di dichiarare le pertinenze ai fini tarsu, adottando, poi, misure attenuanti come una tariffa speciale per le stesse, come ha fatto questa Amministrazione. Molti imprenditori sono stati costretti a giudizi defatiganti per ovviare alla superficialità nella presa d’atto delle loro superfici, poi corrette in sede di autotutela".


