"Non mangiate agnello": consumo in calo, ira dei macellai
“Non mangiate agnelli e capretti”: questo è l’appello mosso dagli animalisti e dalle associazioni per la tutela e la difesa degli animali, operanti su tutto il territorio nazionale, soprattutto in occasione del tradizionale consumo previsto dal pranzo pasquale. Un tema molto caro anche a molti personaggi pubblici, sia dello spettacolo che del mondo della politica - ultimo in ordine di apparizione è stato Silvio Berlusconi- che, negli ultimi anni, hanno deciso di “metterci la faccia”, cercando di sensibilizzare la popolazione su quella mattanza che ogni anno si compie in previsione della Pasqua. Un consumo, quello di carne ovina che, soprattutto negli ultimi tempi, si è notevolmente ridimensionato rispetto al passato. La carne ovina si acquista ancora - si tratta pur sempre di un piatto tradizionale a cui molti continuano ad essere legati - ma non è più consumata nelle stesse quantità di un tempo. Intanto sempre più sono i salernitani - vegetariani e non - che, anche per quest’anno, non includeranno nel loro banchetto pasquale le carni di capretto o agnello. E i motivi sono i più svariati.

