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Fattura elettronica, l'Italia sale al quarto posto in Europa

15 Giugno 2017 Author :  

L'ultima classifica della digitalizzazione e l’integrazione delle tecnologie digitali degli Stati europei, chiamata Indice Desi, non ha visto performance particolarmente positive per l'Italia, che si è posizionata al quart'ultimo posto assoluto sui 28 Paesi presi in esame. Eppure, alcune voci sono in controtendenza, come quella relativa all'adozione della fatturazione elettronica da parte delle amministrazioni pubbliche e delle imprese: un parametro in cui lo Stivale sfiora addirittura il podio.

Il boom della fattura digitale

L'ultimo report realizzato dall’Agenzia per l’Italia digitale conferma il boom che questo sistema sta ottenendo sul piano nazionale, con crescita a doppia cifra e un coinvolgimento sempre maggiore di imprese e enti che utilizzano le procedure telematiche. Un ambito in cui anche le piattaforme si stanno moltiplicando e in cui Easyfatt, software fatturazione di Danea, continua a rappresentare la prima scelta per la maggioranza degli operatori.

55 milioni di e-fatture

Guardando più in dettaglio i numeri, l'Agid comunica che nel biennio 2014 – 2016 sono state gestite online dalla Pubblica amministrazione italiana più di 55 milioni di fatture elettroniche, e che la tendenza è in crescita: basti considerare che nel solo anno 2016 sono stati gestiti 30 milioni di file fattura, mentre nei primi sei mesi di applicazione delle procedure, dal giugno al dicembre 2014, le operazioni toccarono a mala pena i 2 milioni.

Un risparmio di 17 euro a fattura

È dal 6 giugno 2014, infatti, che è stato introdotto l'obbligo per Ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza di emettere fattura elettronica, progressivamente esteso anche al settore privato. E proprio le amministrazioni pubbliche locali sono le prime beneficiare degli effetti positivi di questa rivoluzione digitale, anche dal punto di vista economico: sempre secondo l'Agenzia, infatti, ogni fattura gestita online determina un risparmionetto di circa 17 euro, il che significa che nel complesso la PA italiana ha risparmiato fino ad oggi più di un miliardo di euro l’anno.

La diffusione nella PA

Non è un caso che in questi ultimi tempi sia aumentato di molto il numero degli uffici che utilizza gli strumenti elettronici: nel 2014 si contavano appena 30 mila uffici destinati alla fatturazione elettronica, quasi raddoppiati alla fine del 2016 (56.800, per la precisione); il 41% di questi appartiene proprio ad amministrazioni comunali e loro unioni, consorzi o associazioni. D'altra parte, sin dagli intenti iniziali la fatturazione elettronica aveva lo scopo di favorire la dematerializzazione e standardizzazione dei processi di emissione gestione delle fatture verso la PA, con alta promessa di risparmio.

Meglio della media europea

Il trend è positivo anche per l’area aziendale: circa il 30% delle imprese italiane sfrutta ogni giorni la fatturazione elettronica, con quasi due milioni di fatture inviate solo dalle PMI tra il 2015 e il 2016. Un risultato di gran lunga superiore alla media europea, ferma intorno al 18%, e che motiva dunque il quarto posto assoluto del nostro Paese nella citata classifica Desi 2017 per l’uso della fatturazione elettronica.

Bene anche tra i privati

Un impulso in tal senso è arrivato anche dalle decisioni legislative: bisogna infatti ricordare che il 31 marzo 2015 è entrato in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica verso tutte le pubbliche amministrazioni, che ha imposto anche alle restanti PA centrali ed enti locali l'abbandono di fatture emesse o trasmesse dalle imprese fornitrici in forma cartacea, e che lo scorso gennaio è invece stato adeguato il formato FatturaPA, utilizzato per la formazione e trasmissione delle fatture elettroniche verso le amministrazioni, che è stato specificamente adeguato per permettere la fatturazione elettronica tra privati anche attraverso il Sistema di Interscambio. 

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