Le misure decise prevedono anche il divieto per il Parlament catalano di eleggere un sostituto di Puigdemont. L'assemblea catalana eserciterà solo una "funzione rappresentativa", non potrà adottare "iniziative contrarie alla costituzione" e Madrid avrà un potere di veto entro 30 giorni sulle sue decisioni.
Secondo la polizia urbana di Barcellona circa 450mila persone hanno partecipato alla grande manifestazione convocata nella capitale catalana per chiedere la liberazione dei "detenuti politici" Jordi Sanchez e Jordi Cuixart e denunciare le misure decise questa mattina contro la Catalgna dal premier spagnolo Mariano Rajoy.
"Non faremo alcun passo indietro, la cittadinanza di questo Paese ci ha scelti come legittimi rappresentanti e come servitori pubblici. Ci impegniamo nei confronti degli elettori, oggi più che mai, a lavorare senza fermarci": lo ha detto in serata la presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell. "Ci impegniamo a difendere la democrazia in maniera democratica, con decisione, perche' sappiamo che i conflitti politici si risolvono politicamente", ha sottolineato Forcadell.
Podemos è "sotto shock" davanti alla "sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna", ha affermato il numero due del partito 'viola' Pablo Echenique dopo l'annuncio delle misure decise da Madrid contro la Catalogna. Le misure annunciate dal governo di Madrid sono "un colpo di stato contro il popolo della Catalogna", ha affermato il deputato del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep Lluis Cleries.
Le misure annunciate "sanno di franchismo, è un ritorno al 1975", ha accusato il parlamentare del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep LluisCleries.
L'associazione della stampa della Catalogna ha denunciato la presa di controllo da parte dei rappresentanti dello Stato spagnolo delle Radio-tv pubbliche catalane, Tv3 e Catalunya Radio, prevista dal pacchetto di misure di commissariamento annunciato oggi da Madrid. Per l'associazione si tratta di "un attacco alla libertà di espressione".
"Il governo ha dovuto applicare l'articolo 155 della costituzione (che consente di commissariare la Catalogna, ndr), anche se non era un nostro desiderio", ha detto Rajoy al termine del consiglio dei ministri straordinario sulla Catalogna.
Rajoy ha comunque precisato che con queste iniziative "non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge".

