Il bambino, secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere stato afferrato per il collo fuori della palazzina di tre piani dove la famiglia abita. Forse è successo dentro l'auto del padre, nel frattempo posta sotto sequestro. Poi il piccolo sarebbe stato portato nella casa ancora agonizzante. A quel punto è partita la richiesta di soccorso alla Croce Verde. I sanitari intervenuti sul luogo hanno cercato di rianimarlo per oltre mezz'ora, ma invano. In casa c'era anche la madre, 24enne e incinta, in un tale stato di choc da rendere necessario il ricovero all'ospedale Carlo Urbani di Jesi.
Sul corpo del piccolo non c'erano tracce di sangue, né segni immediatamente visibili di violenza, poi invece riscontrati sul collo dal medico legale. Le cause precise della morte potranno essere però chiarite solo dall'autopsia che verrà eseguita agli Ospedali Riuniti. E oltre ai dubbi sulla dinamica della tragedia, il mistero resta anche sull'eventuale causa scatenante della furia del papà sul figlioletto che non ha avuto scampo.

