Se si considera, infine, che a fine 2007, anno di inizio della profonda crisi economica che ha investito il paese, il tasso medio era di 5,72%, non esageriamo se definiamo quello attuale un "minimo storico”.
Mario Draghi, presidente della BCE, ha confermato, inoltre, il prolungamento dell'azione di sostegno da parte dell'Unione Europea, al fine di poter garantire il mantenimento delle stesse condizioni per un prolungato periodo di tempo.
A ciò va aggiunto che il mercato immobiliare non dà cenni di risveglio; i prezzi degli immobili continuano, infatti, a calare, nonostante l'ultimo trimestre del 2017 abbia segnato un rallentamento del picco negativo. In crescita risulta, invece, essere il settore del credito al consumo e buone sono anche le notizie che arrivano dal mondo del lavoro, anch’esso in lenta ripresa, a testimonianza di una maggior solidità finanziaria dei consumatori.
Le condizioni fin qui descritte ci consentono di affermare che il 2018 si presenta come l’anno giusto per acquistare casa e contribuire all’auspicata ripartenza del”mattone”, da sempre settore trainante dell'economia nazionale.
Gli italiani, del resto sembrano averlo capito; i mutui per acquistare la prima casa hanno, infatti, segnato un abbondante 40% sul totale dei contratti sottoscritti, a fronte dello scarso 30% registrato nel 2015 e a dimostrazione che i finanziamenti vengono sempre più richiesti per acquistare un immobile nuovo e non per ricontrattare le condizioni di un mutuo già in essere.
In questo scenario spicca il dato relativo alla percentuale dei mutui a tasso fisso che sono stati concessi, che si attesta al 70% sul totale. I clienti optano, dunque, per la sicurezza della rata costante, visto il mercato favorevole, preferendo, magari, allungare il periodo di ammortamento, fino a 30 anni, per renderla più simile possibile a quella che potrebbero ottenere se sottoscrivessero un prestito a tasso variabile.
C’è anche da dire che i prodotti finanziari attualmente presenti sul mercato sono molto vantaggiosi e in costante miglioramento (un esempio è il mutuo unicredit, è possibile leggere la recensione su calcoloratamutuo.org); in estate, ad esempio, un tasso fisso viaggiava su una percentuale compresa tra 2,01% e 2,08%, mentre oggi non è difficile indicizzare un debito di questa natura con un tasso del 1,85%.
Certo è vero che il tasso variabile, a oggi, risulta essere ancora più conveniente, se si considera che a gennaio si può strappare un indice pari a circa 0,94%, ma bisogna valutare la durata del mutuo che si intende sottoscrivere, poiché nel caso di rialzo, previsto per i prossimi anni, ci si ritroverebbe a pagare una rata sicuramente maggiore di quella garantita attualmente da un tasso fisso.


