Carte prepagate per l’acquisto del carburante

18 Settembre 2019 Author :  

La recente introduzione della fatturazione elettronica ha messo le aziende e i liberi professionisti davanti a nuovi obblighi di pagamento e opzioni che consentono di tracciare e rendicontare in modo più preciso e puntuale tutte le transazioni e le relative fatture.

La circolare 8/E emessa dall’Agenzia delle Entrate chiarisce alcuni punti che si erano precedentemente rivelati oscuri in merito alla nuova regolamentazione sulla fatturazione elettronica. 

In primo luogo si definisce che la fattura elettronica viene emessa solo nei casi in cui venga acquistata benzina o gasolio per veicoli aziendali (nello specifico la circolare riporta: benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione), tant’è che è espressamente richiesta in fattura l’indicazione del tipo di carburante acquistato tramite uno speciale codice che identifica quale dei quattro tipi disponibili di carburante è stato acquistato: benzina senza piombo 95 ottani, benzina senza piombo 98 ottani, gasolio (utilizzato per i motori diesel) e gasolio denaturato.

Altro punto interessante, per quanto riguarda la fatturazione dei rifornimenti, è l’introduzione di una cosiddetta fatturadifferita presso distributore abituale. In sostanza si prevede la possibilità che aziende o professionisti si riforniscano da un determinato distributore abituale e viene quindi consentita l’opzione, per facilitare il procedimento, di effettuare da parte dell’erogatore una fattura differita entro 15 giorni del mese successivo. Sarà ovviamente cura del distributore tenere un resoconto completo di tutti i rifornimenti effettuati nel corso di un determinato mese da parte dell’utente e rendicontarli nella fattura finale.

In merito alla forma di pagamento l’Agenzia delle Entrate chiarisce che sono validi tutti i metodi di pagamento tracciabili. Tra questi si annoverano ovviamente carte di credito e debito e carte prepagate ma anche ogni “altro mezzo ritenuto parimenti idoneo”, lasciando quindi spazio anche ad altre opzioni purchè siano perfettamente tracciabili e univocamente riconducibili a chi effettua il pagamento (in particolare il riferimento è a quelle carte di credito/debito e prepagate gestite da operatori finanziari che non hanno obbligo di registrare comunicazioni con l’anagrafe tributaria.

 

LE CARTE PREPAGATE

In quest’ottica, l’utilizzo di carte prepagate è dunque non solo previsto, ma si rivela anche piuttosto utile. Un gran numero di carte di questa natura, tra le quali spicca la prepagata Soldo, forniscono strumenti di gestione ad ampio spettro per le aziende e i professionisti, così da fornire una gestibilità totale di tutti gli aspetti commerciali e transazionali, oltre che poter fornire dei riepilogativi dei tutte le transazioni. Una caratteristica importante è quella di poter impostarei limiti di spesa, anche differenziabili tra ogni singola carta aziendale (nell’ipotesi in cui l’azienda fornisca delle carte prepagate a diversi suoi dipendenti per coprire spese di trasporto giornaliere), e soprattutto modificabili in modo immediato tramite un gestionale connesso a tutte le carte. Sulla scia della precedente caratteristica, è possibile impostare dei limiti minimi per ogni carta, che, quando varcati, avvisano i gestori dell’azienda, che possono così intervenire in modo immediato e trasferire fondi per ricaricare la carta.

Ulteriore vantaggio è che le fatture emesse dal benzinaio, vengono trasmesse in automatico alla piattaforma gestionale, così da avere sempre una tracciatura precisa e, soprattutto, completa di tutte le spese per carburante effettuate dall’azienda (e sappiamo quanto questo sia un tema caldo per qualsiasi attività, dato che poter usufruire delle detrazioni e deduzioni previste dalla legge, rappresenta una grossa voce di risparmio sulle tasse per qualsiasi attività, soprattutto quelle dove l’utilizzo di automezzi è parte integrande del lavoro).

È bene precisare, poiché è un punto che spesso viene frainteso, che queste tipologie di carte, con le relative piattaforme di gestione, non richiedono percentuali di commissione sull’acquisto di carburanti, perciò non si presenta il rischio di avere un ritorno economico negativo dall’utilizzo di tali strumenti, ma anzi in molti casi sono previsti anche sconti sui carburanti (in base al distributore presso il quale si effettua il rifornimento), traducendosi potenzialmente anche in un ulteriore risparmio da parte dell’azienda.

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