Erdogan: 'Stiamo inviando le nostre truppe'

17 Gennaio 2020 Author :  
"Stiamo inviando le nostre truppe" in Libia "per sostenere la pace". Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, illustrando le linee di politica estera nel suo discorso programmatico di inizio anno. Intanto, Haftar conferma a Mass che sarà a Berlino. Il generale ha informato il il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas del proprio assenso a partecipare alla conferenza di Berlino: lo riferisce in un tweet l'emittente Al Hadath, della catena di Al Arabiya, citando proprie fonti. La saudita al-Arabiya già due giorni fa aveva riferito che Haftar aveva deciso di accettare l'invito a partecipare alla conferenza internazionale sulla Libia in programma domenica nella capitale tedesca. Anche Fayez al-Sarraj ha accettato l'invito. Un post della pagina Facebook del Governo di accordo nazionale (Gan) libico conferma che il premier libico parteciperà alla conferenza di Berlino. "Sarraj: assisteremo a Berlino per comunicare il nostro messaggio", è scritto nel post che dà conto di un incontro avuto dal premier ieri sera con "leader politici e militari". Sempre ieri il Gan aveva annunciato che Saraj aveva ricevuto un "invito ufficiale" alla conferenza di Berlino da parte del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. Intanto, per affrontare il dossier libico in vista della conferenza di Berlino si è recato ad Algeri il presidente del Consiglio. Incontro di Giuseppe Conte con il premier algerino Abdelaziz Djerad. Nel pomeriggio il premier in visita all'ambasciata italiana. In Algeria sono presenti circa 180 imprese italiane. L'Italia è pronta a rimodulare la sua presenza in Libia nell'ambito di una missione europea sotto l'egida dell'Onu. E intende giocare un ruolo chiave anche alla conferenza di Berlino, dopo il nulla di fatto a Mosca che ha dimostrato come sul dossier libico nessun Paese può pensare di "risolvere il problema da solo". A pochi giorni dal summit fissato per domenica nella capitale tedesca, la diplomazia italiana lavora senza sosta e punta a recuperare quel ruolo che sembrava essergli sfuggito di mano e che aveva convinto le opposizioni a chiedere al governo di riferire su quanto accaduto. Conte è stato ascoltato dal Copasir mentre i ministri degli Esteri e della Difesa Luigi di Maio e Lorenzo Guerini hanno riferito ai parlamentari sulle prossime mosse che il Governo intende compiere sul delicato dossier. I recenti avvenimenti in Libia, ha detto Guerini, "ci impongono una riflessione su una possibile rimodulazione del nostro sforzo militare. Si potrebbe ipotizzare un intervento internazionale per dare solidità alla cornice di sicurezza, nel rispetto di un'eventuale richiesta di supporto avanzata alla comunità internazionale".

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