Verso fine dello stato emergenza, governo lavora a Piano

09 Febbraio 2022 Author :  
Le competenze 'spacchettate' e redistribuite a ministeri e Regioni, un elenco dettagliato di tutte le misure in vigore per capire se e quali prorogare, dallo smart working al green pass fino all'obbligo delle mascherine al chiuso, l'eventuale coinvolgimento della Protezione Civile al posto della struttura del generale Francesco Figliuolo. In vista del 31 marzo, quando scadra' lo stato di emergenza decretato oltre due anni fa, il governo ha iniziato a mettere mano a quella che sara' la gestione del 'post' emergenza Covid. Una decisione non e' ancora stata presa e lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza ha gia' detto che "ogni valutazione e' prematura", rimandando la scelta definitiva all'approssimarsi della scadenza, ma l'orientamento prevalente nel governo e' quello di non prorogarlo. Se i dati confermeranno il trend delle ultime settimane, dunque, la decisione che il governo dovra' prendere si spostera' su come ridistribuire le competenze e su quali misure mantenere in regime ordinario. Un discorso che l'esecutivo ha aperto gia' con il decreto con cui ha prorogato lo stato d'emergenza, quello della vigilia di Natale: all'articolo 1 e' scritto che "il capo del Dipartimento della protezione civile e il Commissario straordinario per l'emergenza adottano anche ordinanze finalizzate alla programmazione della prosecuzione in via ordinaria delle attivita' necessarie al contrasto e al contenimento del fenomeno epidemiologico da Covid-19". Figliuolo e Fabrizio Curcio dovranno dunque predisporre gli interventi per il ritorno alla normalita'. In concreto significa che alcune competenze, come la gestione dell'acquisto dei vaccini, resteranno in capo al ministero della Salute, al quale dovrebbe finire anche tutto cio' che riguarda gli acquisti di farmaci per la lotta al virus. Partita, quest'ultima, che pero' potrebbe riguardare anche le Regioni, alle quali dovrebbero invece tornate tutte le competenze su cio' che riguarda la campagna vaccinale e gli eventuali richiami, con un graduale passaggio della gestione dai grandi hub ai medici di famiglia, ai pediatri e agli ospedali. E' ancora aperto, invece, il discorso relativo alla logistica e alla distribuzione di farmaci e vaccini nonche' quello sugli acquisti ora in carico a Figliuolo, dai dispositivi di protezione individuale ai ventilatori polmonari. Tra le ipotesi avanzate a dicembre c'era quella di creare una struttura di missione ad hoc a palazzo Chigi o un passaggio delle competenze dalla Struttura commissariale alla Protezione civile. Un nodo che non e' ancora stato sciolto anche perche', se e' vero che le competenze affidate al generale rientrano tra quelle che nelle emergenze fanno capo alla Protezione Civile, e' altrettanto vero che il Dipartimento opera in deroga alle norme ordinarie nell'immediatezza e in vigenza dello stato d'emergenza, non quando se ne decreta la fine. L'altra questione che andra' risolta riguarda tutte le misure connesse allo stato d'emergenza, a partire dallo smart working: con il ritorno alla normativa ordinaria dovra' essere definito con accordi individuali tra azienda e lavoratori. Il Dipartimento della Protezione Civile, nei mesi scorsi, aveva predisposto l'elenco delle norme in vigore e dei provvedimenti di riferimento, con l'obiettivo di fornire al governo un quadro chiaro e consentire cosi' di individuare quali misure portare avanti e quali lasciar cadere con la fine dell'emergenza, proponendo che, in caso di allungamento, la gestione degli interventi passi agli enti o ai ministeri competenti sulla specifica materia. Diverse sono le questioni da dirimere: andra' deciso se sciogliere o meno il Comitato tecnico scientifico - che e' un organo consultivo del governo ed e' strettamente legato all'emergenza tanto che fu la prima ordinanza dell'allora capo della Protezione Civile Angelo Borrelli a definirne organico e funzioni - e se prorogare l'uso delle mascherine al chiuso o toglierlo definitivamente come da venerdi' avverra' all'aperto, ad eccezione delle Campania dove Vincenzo De Luca ha firmato un'ordinanza che ne proroga l'utilizzo fino a fine febbraio. Infine, si dovra' fare una scelta sul futuro del green pass: per i lavoratori over 50 l'obbligo e' previsto fino al 15 giugno, ma per tutti gli altri? (ANSA)

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