Ucraina tra guerra e pace, Putin: 'Non accetteremo mai l'allargamento Nato a Est'

15 Febbraio 2022 Author :  

Dopo un colloquio di oltre tre ore tra i due leader al Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin ha detto di avere visto nell'atteggiamento del cancelliere tedesco Olaf Scholz la volontà di lavorare per "un'ulteriore cooperazione benefica e pragmatica" fra Russia e Germania.

Le riposte di Usa e Nato alle richieste di sicurezza, ha aggiunto il capo del Cremlino, contengono "elementi" su cui la Russia "è pronta a lavorare". La sicurezza dell'Europa "non può essere costruita contro la Russia ma in cooperazione con la Russia".

Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz nella conferenza stampa congiunta seguita al colloquio con Vladimir Putin.

"Non accetteremo mai l'allargamento della Nato fino ai nostri confini, è una minaccia che noi percepiamo chiaramente". Lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Scholz dopo i colloqui sulla crisi in Ucraina. "Le risposte dell'Alleanza sulla sicurezza" finora "non soddisfano le nostre richieste" ma ci sono dei "ragionamenti" che possono essere portati avanti, ha aggiunto.Inoltre il presidente russo ha affermato che il Nord Stream 2 è pronto a funzionare da dicembre, ed è un "progetto strutturale per rafforzare la sicurezza energetica in Europa e risolvere problemi energetici ed ambientali, e non ha nessuna valenza politica". Lo ha detto il presidente Vladimir Putin in conferenza stampa a Mosca con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "Siamo preoccupati che ci siano tante truppe presenti al confine" con l'Ucraina, "è importante che non ci siano guerre. Dobbiamo trovare una soluzione pacifica affrontando tutti i temi di sicurezza e portare avanti un processo di dialogo nella reciprocità" ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz in conferenza stampa con Vladimir Putin, rilevando che l'annuncio dell'inizio del ritiro delle truppe russe è "un buon segnale" e che gli sforzi diplomatici "non sono ancora terminati".

Alcune delle forze russe schierate per esercitazioni militari nei pressi della frontiera ucraina stanno rientrando alle loro basi, riferisce il ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass. Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi", ha dichiarato in una nota il generale maggiore Igor Konashenkov, portavoce della Difesa russa. "Mentre le misure di addestramento al combattimento si avvicinano alla conclusione, le truppe, come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti", aggiunge Mosca. Il Cremlino ha confermato l'inizio di un ritiro pianificato dal confine ucraino delle sue truppe impegnate nelle esercitazioni militari. Il Cremlino considera la decisione degli Usa di evacuare i loro diplomatici da Kiev come "un'isteria esibizionista e senza senso". ha detto il portavoce, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Il ritiro delle truppe russe alle loro basi "era pianificato" e "non dipende dall'isteria occidentale", ha detto il ministro degli Esteri Lavrov. Il ministro, citato dalla Tass, ha aggiunto che le notizie diffuse dall'Occidente su una invasione russa dell'Ucraina sono "terrorismo mediatico". Lavrov ha affermato che gli Usa e la Nato hanno dato una risposta "positiva" ad "alcune delle iniziative" russe "sulla sicurezza" che erano state "respinte per lungo tempo": lo riporta l'agenzia di stampa statale russa Tass. "L'Occidente alla fine ha risposto, quando si è reso conto che stiamo discutendo seriamente la necessità di cambiamenti radicali nel campo della sicurezza. La sua risposta è stata positiva ad alcune delle iniziative che aveva respinto per lungo tempo", ha detto Lavrov stando alla Tass in una conferenza stampa dopo i colloqui con il suo omologo polacco Zbigniew Rau.

"A volte" il presidente Vladimir Putin "scherza" sugli allarmi degli Usa e dei loro alleati occidentali riguardo a un'invasione russa in Ucraina e "ci chiede di controllare se hanno pubblicato l'ora esatta in cui comincerà la guerra". Lo ha riferito ai reporter il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Per noi - ha aggiunto - è impossibile capire la follia di questa informazione maniacale" da parte degli americani.

"Non ci sono segnali sul terreno che la Russia stia riducendo le truppe ai confini dell'Ucraina", afferma il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Allo stesso tempo, il capo dell'Alleanza ha sottolineato che "ci sono segnali da Mosca che la diplomazia deve continuare e questo è materia per un cauto ottimismo". Per considerare dalla parte russa una seria de-escalation della situazione, la Nato vuole vedere il ritiro dei mezzi pesanti e dell'equipaggiamento militare nelle zone limitrofe all'Ucraina e non solo quello degli uomini, ha spiegato Stoltenberg in conferenza stampa sottolineando che "il processo di accumulo della forze russe va avanti, con alti e bassi, dalla scorsa primavera". In pratica i russi lasciano le infrastrutture militari nelle aree designate, e poi "riportano rapidamente gli uomini in posizione" quando ritenuto necessario.

La Russia e la Cina operano sempre di più insieme, sia dal punto di vista militare, con esercitazioni comuni, sia dal punto di vista diplomatico, al Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Sono due regimi autoritari che non condividono il nostro sistema di valori, vogliono un mondo dove i grandi Paesi decidono il destino di quelli più piccoli, senza riconoscere le loro scelte sovrane: lo hanno detto chiaramente nella loro nota comune" ha detto Stoltenberg.

Il premier britannico Johnson sottolinea oggi come una novità positiva le "aperture diplomatiche" che riecheggiano da Mosca a proposito della crisi ucraina. Ma resta estremamente prudente rispetto alla situazione militare sul terreno ed evoca "segnali misti" non tutti incoraggianti da parte dell'intelligence occidentale sulla questione di un possibile ritiro parziale di forze russe dai confini.

"La data del 15 febbraio del 2022 entrerà nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell'Occidente. Svergognati e annientati senza sparare un colpo". Lo scrive su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, dopo che Mosca ha annunciato l'inizio del ritiro di truppe schierate ai confini con l'Ucraina, mentre gli Usa prevedevano un attacco per domani, 16 febbraio.

"Insieme ai nostri partner" occidentali, "siamo riusciti a impedire ogni nuova escalation da parte della Russia". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, dopo che Mosca ha annunciato l'avvio del ritiro di una parte delle sue truppe impegnate nelle esercitazioni al confine ucraino. La Russia deve ritirare tutte le sue forze dalla frontiera, afferma inoltre Kuleba. "Abbiamo una regola: non credete a quello che sentite, credete a quello che vedete", ha detto ai giornalisti a seguito dell'annuncio da parte di Mosca del ritiro di alcune truppe russe al termine delle esercitazioni. "Quando vedremo un ritiro, crederemo in una de-escalation", ha aggiunto Kuleba citato dalla Bbc spiegando che l'Ucraina sta lavorando con i suoi alleati per prevenire un'ulteriore escalation.

La Germania ha chiesto alla Russia di "ritirare le proprie truppe" schierate ai confini dell'Ucraina. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, nel giorno dell'incontro a Mosca tra il cancelliere Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin. "La situazione è particolarmente pericolosa e può degenerare in qualsiasi momento" e "noi dobbiamo utilizzare tutte le opportunità di dialogo per ottenere una soluzione pacifica", ha affermato la ministra Baerbock in una nota, sottolineando che "la responsabilità di una de-escalation è chiaramente dal lato della Russia, e spetta a Mosca ritirare le proprie truppe".

Anche l'Italia tenta la carta della diplomazia diretta per cercare una soluzione pacifica alla crisi dell'Ucraina: Di Maio arriva oggi a Kiev, mentre domani sarà in Russia. Mercoledì sera il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà a Parigi per una cena di lavoro all'Eliseo. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi. Al centro della cena "consultazioni e prospettive di impegno per il Sahel".

I deputati della Duma - il ramo basso del Parlamento russo - hanno approvato un appello al presidente Putin affinché Mosca riconosca le autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nel sud-est ucraino, dove la Russia è accusata da tempo di sostenere i separatisti nel conflitto del Donbass: lo riporta la testata online Meduza, secondo cui i deputati russi hanno approvato il documento preparato dal partito comunista. Questa risoluzione - scrive Meduza - prevede l'invio dell'appello direttamente al presidente russo. Hanno votato a favore 351 deputati, contro 16 e uno si è astenuto.

Il riconoscimento da parte della Russia delle autoproclamate repubbliche separatiste nell'Ucraina orientale equivarrebbe a una "violazione del diritto internazionale", ha detto il segretario generale della Nato, rispondendo ad una domanda sul voto della Duma. Il riconoscimento di Donetsk e Lugansk, ha aggiunto Stoltenberg, costituirebbe anche una violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina, e degli accordi di Minsk.

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