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Truffe Inps per indennizzi al clan Mallardo, arrestati anche tre comunali

13 Settembre 2016
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Dalle prime ore della mattinata odierna, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei onfronti di 33 persone e notificando avvisi di garanzia nei confronti di ulteriori 53 soggetti, tutti coinvolti a vario titolo in una frode all'Inps del valore di oltre 9 milioni di euro. In particolare, le indagini coordinata dalla DDA di Napoli hanno portato alla luce un complesso sistema fraudolento, organizzato da esponenti del clan Mallardo (egemone nel territorio di Giugliano in Campania, ma attivo anche nei centro cittadino) che ormai da molti anni- ha consentito a centinaia di soggetti di ottenere indebitamente pensioni di invalidità o di accompagnamento, in totale assenza dei necessari requisiti previsti dalla legge e, in taluni casi, senza che fosse stata presentata l’istanza per il riconoscimento dei benefici.
Si é pure accertato che tutta la documentazione presentata a corredo de||’istruttoria per Ia concessione dei predetti contributi assistenziali era falsificata anche con la connivenza di tre funzionari del Comune di Giugliano, anch’essi destinatari di un provvedimento restrittivo, anche in considerazione dei loro collegamenti con esponenti del clan. Sono stati cosi individuati complessivamente 86 soggetti che, oltre a non essere affetti dalle gravi patologie certificate, non erano mai stati sottoposti ad alcuna visita medica propedeutica al riconoscimento dei benefici economici da pane delle competenti commissioni mediche. In particolare, tale sistema costituiva uno dei metodi utilizzati per “retribuire” alcune famiglie degli affiliati, alle quali pervenivano, come stipendio (le cosiddette “mesate"), gli emolumenti previsti per i titolari dei predetti benefici economici previdenziali indebitamente ottenuti. Nello stesso tempo, facendo riconoscere le indennità in paroia anche a soggetti non appartenenti al clan, il sodalizio riusciva, da un Iato, a crearsi un vasto consenso popolare da sfruttare per conseguire un significativo ritorno economico, visto che i diversi beneficiari, quale contropartita dei vantaggio ottenuto, provvedevano a riscuotere solo |'assegno mensile, mentre le somme spettanti a titolo di arretrati (interessi compresi) venivano lasciate nella “disponibilità dell'organizzazione. Tra i beneficiari dei trattamenti previdenziali sono stati individuati anche numerosi soggetti affiliati al clan camorristico ovvero legati ad importanti esponenti del gruppo criminale, anche da stretti vincoli di parentela. Al fine di recuperare le somme indebitamente percepite, la polizia giudiziaria ha anche sequestrato i beni nella disponibilità degli indagati nella misura corrispondente agli importi maturati nel tempo da ciascun beneficiario, pari ad oltre 9 milioni di euro.

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La Redazione

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