Napoli/Casoria. Rapine davanti ufficio postale, arrestati 2 carabinieri
Due carabinieri e una terza persona sono destinatari di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per rapina aggravata e sequestro di persona. A.L., A.V. ed A.T., gli ultimi due militari dell'Arma, per gli inquirenti il 21 gennaio 2019 avrebbero rapinato quattro persone appena uscite dall'ufficio postale di corso Meridionale a Napoli. In particolare, due uomini in abiti civili, ma muniti di una palina e una cartellina identiche a quelle in uso alle forze dell'ordine, dopo essersi qualificati come carabinieri, hanno fermato e controllato i quattro che avevano appena effettuato alcune operazioni postali appropriandosi del contante, di titoli e dei telefoni delle vittime, per un ammontare di circa 15.000 euro. Ad A.L. e' stato contestato anche il reato di estorsione perche' si e' appropriato del denaro di un suo conoscente ultrasessantacinquenne minacciandolo di ritorsioni se non glielo avesse dato, millantando molteplici conoscenze nelle forze dell'ordine e negli enti previdenziali.
Il terzo indagato arrestato con i due carabinieri e' un pregiudicato che si recava in caserma a firmare il registro dei sorvegliati speciali. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Capuano, vede indagati i militari come autori di una rapina da 15mila euro messa a segno nei pressi dell'ufficio postale di corso Meridionale a Napoli nel 2019. I due carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio a Casoria hanno conosciuto il pregiudicato proprio in caserma e progettato insieme a lui il colpo. Tra gli indagati, anche due delle vittime della rapina che lavorano per una ditta di pulizie, assieme ad altri due non indagati, e parenti del pregiudicato, che hanno avuto un ruolo attivo nel colpo oltre a fornire informazioni sensibili. Dall'analisi delle telecamere e' emerso che i carabinieri hanno costretto uno dei componenti della banda, diventato cosi' una delle vittime del gruppo, a salire a bordo della loro auto con uno zaino pieno dei soldi del colpo, circa 15 mila euro, e centinaia di assegni. Lo hanno sequestrato e rilasciato al Centro Direzionale senza zaino, seguiti dagli altri componenti della banda, ignari della strategia dei due militari che avevano usato i dipendenti delle pulizia per il loro piano segreto. A notificare le misura cautelari, polizia e carabinieri.


