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Morto suicida 39enne che a Napoli ha aggredito una penalista sul bus

10 Marzo 2026 Author :  

Si è tolto la vita impiccandosi in un bagno, Antonio Meglio, l'uomo di 39 anni che la sera di giovedì scorso, nel quartiere Vomero di Napoli, ha aggredito e ferito con un coltello una giovane penalista di 32 anni che neppure conosceva su un bus dell'Anm.

Ieri il gip aveva convalidato il fermo e disposto per lui il carcere. Il suo avvocato aveva invece chiesto che fosse ricoverato in una struttura sanitaria adeguata alle sue condizioni di salute. Il caso del 39enne napoletano richiama alla mente quello della 23enne di Kiev Iryna Zarutska, uccisa a coltellate da un 34enne americano mentre viaggiava a bordo di un treno della metropolitana di Charlotte, in North Carolina.

La salma dell'uomo, descritto come una persona colta e proveniente da una buona famiglia ma in cura per problemi psichiatrici, è stata sequestrata per l'autopsia. A questo punto appare scontata un'indagine della Procura. La notizia della morte del 39enne nella psichiatria dell'ospedale San Giovanni Bosco è stata comunicata ieri intorno alle 23 al suo legale, l'avvocato Gianluca Sperandeo. Nel nosocomio era tenuto sotto controllo dai sanitari e dalle forze dell'ordine ma questo non ha evitato il peggio. In carcere si erano già manifestati atti di autolesionismo (con testate contro il muro) tanto da spingere ieri i medici a firmare un Tso. Secondo quanto si è appreso pare che fosse turbato per un presunto tentativo di truffa amorosa.

Non si esclude che avesse anche subito minaccie. Pare avesse raccolto delle prove in una pen-drive e che quella tragica sera avesse tentato inutilmente di presentare una denuncia. Forse quel gesto così eclatante - l'aggressione e il ferimento della penalista - costatogli l'arresto ma anche un tentativo di linciaggio, l'aveva deciso per attirare l'attenzione del procuratore Gratteri. La pen-drive è ora sotto sequestro: l'avrebbe adoperata per farsi del male.

Per il sindacato di polizia penitenziaria Uspp si è trattato dell'ennesima tragedia annunciata "frutto del fallimento delle Rems che ha fatto seguito alla chiusura degli Opg". "La polizia penitenziaria - hanno sottolineato Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio - non può gestire questi soggetti senza strumenti adeguati, senza un supporto sanitario adeguato e senza strumenti di sostegno". "Dall'inizio dell'anno, con questa ultima tragica morte, sono 11 i suicidi mentre 28 morti sono per cause naturali o cause ancora da accertare", ha ricordato il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello.

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