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La morte di Domenico: Oppido interrogato in tribunale, 'come volete che mi senta?'

31 Marzo 2026 Author :  

Giornata di interrogati preventivi a Napoli, legati alla richiesta di interdizione formulata dalla procura nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito.

Ascoltata prima, nell'aula 715 del nuovo Palazzo di Giustizia, la cardiochirurga Emma Bergonzoni, vice del primario Guido Oppido, che eseguì il trapianto il 23 dicembre scorso all'ospedale Monaldi di Napoli.

E' poi stata la volta di Oppido. Il medico, visibilmente teso, è accompagnato dai suoi avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge. A una domanda dei giornalisti su come di sentisse in vista del colloquio con il gip ha risposto: "come volete che mi senta?". Entrambi i medici, in questi interrogatori, devono rispondere del reato di falso in relazione a presunte modifiche eseguite sulla cartella clinica del bimbo.

L'avvocato della cardiochirurga: 'ha risposto con lucidità e sofferenza'

"Ha risposto con sofferenza emotiva" e ha ricostruito "con lucidità la sequenza anche nei particolari di tutto quello che è accaduto" che "non corrisponde alle dichiarazioni di quanti sono stati finora sentiti a sommarie informazioni testimoniali". Così l' avvocato e professore Vincenzo Maiello, legale della cardiochirurga Emma Bergonzoni, ha risposto ai giornalisti al termine dell'interrogatorio preventivo dinanzi al gip di Napoli Mariano Sorrentino, in relazione alla contestazione di falso formulata dalla Procura per la presunta modifica della cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo. L'interrogatorio, interrotto una volta per una pausa, è durato circa tre ore.

"È stato un interrogatorio articolato - ha spiegato Maiello - svoltosi in un clima di grandissima serenità, con moltissime domande del giudice, ulteriori domande dell'ufficio di procura, richieste di precisazioni e domande anche da parte di noi della difesa. La dottoressa Bergonzoni ha risposto con sofferenza emotiva ma grande capacità di ricostruire con lucidità la sequenza anche nei particolari di tutto quello che è accaduto". "Riteniamo che siano molti i profili che facciano dubitare della sequenza ricostruita alla luce delle dichiarazioni di quanti sono stati finora sentiti a sommarie informazioni testimoniali - ha precisato il legale - c'è tutta una serie di dichiarazioni che, a nostro avviso, non corrispondono alla realtà degli accadimenti. La versione della mia assistita sulla cartella clinica è quella di aver rivendicato l'assoluta correttezza di quanto contenuto nella stessa cartella perché corrispondente alla realtà degli accadimenti".

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