Il Nursind di Salerno ha inviato una formale diffida ai vertici dell'Asl a seguito della decisione di svuotare progressivamente l'ospedale di Battipaglia e di trasferire i pazienti ricoverati presso le strutture di Eboli e Roccadaspide. Il provvedimento, adottato nei primi giorni di agosto senza alcun preventivo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori, prevede anche la riassegnazione del personale sanitario dell'ospedale di Battipaglia alle sedi riceventi. L'organizzazione sindacale contesta la totale mancanza di trasparenza sui criteri di trasferimento, sui tempi, sull'orario di lavoro e sul trattamento economico spettante agli operatori, concedendo all'Asl un termine di 48 ore per l'apertura di un tavolo urgente di confronto, pena l'avvio di azioni legali dinanzi al giudice del lavoro, all'Ispettorato del Lavoro e alla Regione Campania.
«L'emergenza non può e non deve trasformarsi in un alibi per scavalcare il dialogo e calpestare i diritti di chi lavora ogni giorno in prima linea», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Apprendere di una riorganizzazione di tale portata a cose fatte, attraverso un ordine di servizio già esecutivo, è inaccettabile. Chiediamo con forza massima trasparenza sulle reali condizioni di sicurezza dell'edificio: se la struttura presenta criticità strutturali tali da imporre il trasferimento dei ricoverati, la direzione aziendale deve mostrare le perizie tecniche e spiegare chiaramente perché vi sia ancora personale in servizio al suo interno. Qualora non arrivasse una convocazione immediata, adiremo le vie legali per tutelare la dignità e i diritti di tutti i lavoratori coinvolti».
«Ci troviamo di fronte a una gestione improvvisata che genera caos operativo e forte disagio agli operatori, gravandoli di maggiori tempi di percorrenza, costi di spostamento e stress psicofisico senza alcun criterio oggettivo o richiesta di disponibilità», sottolinea Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind provinciale. «A questa incertezza si aggiungono scelte logistiche quanto meno discutibili, come la decisione di collocare sei posti letto di medicina generale all'interno del reparto di oculistica dell'ospedale di Eboli, esponendo i degenti al rischio di infezioni ospedaliere, mentre la struttura di Roccadaspide disponeva di spazi medici decisamente più adeguati. Non si possono scaricare sui lavoratori le carenze e le disorganizzazioni dell'Asl».

