Un’alleanza tra i Ridosso e il clan De Sena di Acerra fu necessaria per uccidere Luigi Muollo, il 9 settembre del 2003, in via Alcide De Gasperi. Romoletto Ridosso e i suoi familiari non potevano muoversi agevolmente in quel periodo, pressati dalle forze dell’ordine che sospettavano una vendetta per la morte di Salvatore, avvenuta l’anno prima. E allora Romolo Ridosso ingaggiò alcuni killer del clan De Sena per compiere l’omicidio. Romano Antonio fece da intermediario tra Romolo Ridosso e Luigi Ridosso (figlio di Salvatore) e De Falco Ciro - suo parente, elemento di vertice del
clan camorristico De Sena - perché eseguisse l'omicidio di Muollo Luigi, con la
promessa di un pagamento di 50/100mila euro.Romolo Ridosso nascose i killer e le armi presso l'abitazione della madre a Castellammare di Stabia. Romolo organizzò una serie di appostamenti dato mandato di volta in volta ad alcune persone Nolano Salvatore (poi deceduto), Imparato Michele (alias Massimo), Di Fiore Pasquale, Palma Antonio (alias Donnaruma Antonio), D'Iorio Giuseppe, Romanelli Vincenzo (poi deceduto), Ridosso Luigi cl. 1982, Ridosso Gennaro, Ridosso Luigi cl. 1986. Prima dell’omicidio due dei killer designati furono arrestati e dunque ad occuparsi dell’agguato di via Alcide De Gasperi furono Pasquale Di Fiore e Vincenzo Romanelli del clan De Sena. Luigi Muollo fu ucciso con almeno nove colpi di arma fuoco, di cui tre con un revolver calibro 38 e sei con una pistola marca Tokarev cal. 7,62. (R.F.)
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