Prima del suo arresto, Romolo Ridosso aveva svolto campagna elettorale per Monica Paolino nei comuni vicini, addirittura arrivò ad incontrare Michele Froncillo, ora pentito: il patto era che in cambio dell'appoggio elettorale sarebbero stati ricompensati con dei lavori alle ditte del clan e loro si sarebbero occupati anche di ogni tipo di problema su Scafati come di furti di auto, di picchiare qualcuno che dava fastidio al sindaco ecc. Insieme a lui c'era spesso l'avvocato Antonella Mosca, pentita anche lei, che ha detto ancor prima di Romoletto, dell'impegno elettorale per le elezioni amministrative prima e regionali poi.
"L'ACSE E' COSA VOSTRA" - «L’Acse è cosa vostra. Nominate un vostro uomo di fiducia». A parlare secondo indiscrezioni é un componente dell’amministrazione comunale di Scafati. Una frase intercettata e rivolta a Luigi Ridosso, uomo del clan egemone in città. La scelta del clan secondo le ricostruzioni degli inquirenti sarebbe poi ricaduta su Ciro Petrucci come vice-presidente della società partecipata Acse.Un prova che, secondo gli inquirenti, confermerebbe le ingerenze della criminalità locale a Palazzo Mayer .
I fatti risalgono al settembre del 2014, nei giorni precedenti alla nomina del Consiglio d’amministrazione. Un invito, quello intercettato e rivolto a Luigi Ridosso, uomo organico al clan. All’esponente della cosca, risulterebbe dalle intercettazioni al vaglio della Procura Antimafia, viene chiesto di nominare un uomo di fiducia perché «l’Acse è cosa vostra». L'attenzione del clan cadde sul nome di Ciro Petrucci, diventato successivamente vice-presidente della società partecipata e da cui si è dimesso lo scorso mese di giugno.
Dai colloqui telefonici emergerebbe il constante interesse del clan Ridosso/Loreto sull’Acse. Informati passo passo, infatti, sarebbe stato proprio Luigi Ridosso a confermare la notizia della nomina avvenuta a Petrucci. «Promosso a pieni voti», queste la frase pronunciata a Petrucci per rassicurarlo. Una prova, questa, ritenuta schiacciante dalla magistratura per confermare il “sistema Scafati” e la collusione con la mala locale.
LE LITI CON BARCHIESI - Nel frattempo i rapporti tra l'amministrazione e il clan non andavano benissimo: lo stesso Roberto Barchiesi stavo venendo meno, tanto che fu picchiato perchè all'incontro col nipote nascondeva un microfono.
Eppure, i rapporti tra gli Aliberti e i clan, secondo le dichiarazioni di Romoletto, sono iniziati nel 2008 quando il fratello del sindaco Aliberti svolgeva campagna elettorale per il fratello insieme alla famiglia malavitosa Sorrentino di Scafati con i quali si accompagnava. I Campagnuoli infatti, secondo Ridosso senior, volevano addirittura uccidere i Loreto in quegli anni, mentre invece avevano buoni rapporti con i Ridosso.
GLI AFFARI E LE DITTE - Romoletto Ridosso poi parla anche di ditte, come la seconda delle pompe funebri locali vicino al clan Aquino Annunziata e degli affari di Giovanni Fusco, detto “cangiano” con esponenti di altri clan e organizzazioni criminali. Secondo il boss pentito, adesso a comandare a Scafati c'è Nicolino Cesarano dell'omonimo clan.


