Le indagini
L’inchiesta prese le mosse da un esposto di alcuni cittadini che facevano intravedere interessi particolari nella costruzione dei loculi e nella loro successiva gestione oltre che i soldi per vedersi riconosciuti il diritto alla tumulazione in quei loculi. La Confraternita è proprietaria anche di cappelle cimiteriali e di ossari. La richiesta dei cittadini contenuta nell’esposto riguardava la verifica di eventuali comportamenti illeciti (come ad esempio la truffa) da parte dell’Arciconfraternita.


