Lasciato in casa da solo per ore, maltrattato e offeso per il colore della sua pelle. Era solo un bambino e per anni ha sperimentato l’odio razziale del patrigno, R.A. 43enne di Battipaglia, che non esitava ad umiliarlo e a offenderlo a causa delle sue origini venezuelane. È una drammatica storia familiare quella che, approdata sul tavolo della Procura, è venuta a galla solo alcuni mesi fa quando il padre naturale del minore ha allertato i carabinieri in seguito a un tentativo di aggressione da parte del 43enne battipagliese portando poi alla luce una squallida vicenda di violenza, abbandono e razzismo. Vittima è un ragazzino di soli 11 anni che, da quando ne aveva appena 8, h a vissuto un inferno sul quale, ora, oltre alla Procura ordinaria, indaga anche quella minorile per eventuali provvedimenti a carico della madre del ragazzino finita anche lei sotto accusa. L’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Roberto Penna, si è conclusa con l’emissione di due avvisi di garanzia: oltre al 43enne di Battipaglia, nei guai è finita anche la madre del bambino A.V., 43 anni di Capaccio. I due, che avevano la custodia del ragazzino, sono accusati entrambi di abbandono di minore. Più complessa la posizione dell’uomo che risponde anche di maltrattamenti, tentate lesioni e minacce.

