Pompei. I reperti custoditi al Mann in mostra al Tokio National Museum
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli in Giappone: è in programma da quest'oggi, nel Tokyo National Museum, la mostra itinerante "Pompeii", che presenterà esclusivamente reperti del Mann. L'evento coinvolgerà, fino a dicembre 2022, le prefetture di Kyoto, Miyagi e Fukuoka: le tappe successive dell'esposizione includeranno il Kyoto City Kyocera Museum of Art e anche il Kyushu National Museum. L'allestimento "Pompeii" sarà inaugurato nella capitale nipponica in una data simbolica: nel 2022, infatti, ricorrerà il centocinquantesimo anno dalla fondazione del Tokyo National Museum, che è il più antico ed importante museo del Paese, specializzato nella tutela e valorizzazione di antichità giapponesi e, più in generale, asiatiche. "Pompeii", dunque, non soltanto rappresenta una mostra che intende raccontare i legami tra le radici storiche dell'Occidente e dell'Oriente, in un certo senso "infrangendo" la specializzazione tematica e geografica dell'Istituto, ma è anche il primo grande percorso espositivo internazionale lanciato nell'era post-Covid. "Con il Giappone - commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini - abbiamo intrapreso un importante viaggio culturale, iniziato ormai due anni fa. L'arte crea ponti tra i popoli e gli esiti finali di questa operazione, che ritengo possa forse essere la più importante nei rapporti tra Giappone ed Italia, sono costituiti da due obiettivi: il restauro del Mosaico di Alessandro, possibile anche grazie al generoso contributo di The Asahi Shimbun, e la realizzazione della grande mostra su Pompei, organizzata da The Asahi Shimbun e NHK. Questa mostra porta in Giappone reperti provenienti da contesti noti ed intende approfondire settori fondamentali della vita della celebre città vesuviana: passando dalla scoperta, che è stata la fortuna dell'archeologia occidentale, si giunge all'analisi della dimensione quotidiana, che avvicina le sensibilità di popoli, lontani nel tempo e nello spazio, ma pur sempre legati dalla necessità di fronteggiare le avversità della natura". Centosessanta reperti sono presentati in un percorso articolato in cinque sezioni.


