Parco archeologico di Paestum, neo direttore: parco sia partecipato
La sua idea di Parco archeologico e' quella di "un parco aperto, partecipato. E, per partecipato non intendo solamente il pubblico che partecipa all'esperienza, ma una partecipazione che coinvolga tutti". Lo dice all'AGI il neo direttore del Parco archeologico di Paestum-Velia, Tiziana D'Angelo. "Attraverso questa partecipazione, vedo proprio un parco che rinnova il passato, che riscopre nuovi pezzi del passato, che ripensa alcuni dati precedenti - spiega - vedo una fase di rinnovamento che riporta il pubblico a conoscere e a riscoprire questi cambiamenti". Nata a Milano e cresciuta a Pavia, archeologa con dottorato di ricerca in archeologia classica ad Harvard, esperta d'arte e archeologia della Magna Grecia, D'Angelo insegna all'universita' inglese di Nottingham. A giorni, arrivera' a Paestum. E per lei sara' un ritorno perche', li', c'e' stata, tra l'altro, quando era dottoranda. "Quando ho scelto di presentare questa candidatura ci ho pensato moltissimo", confida, sottolineando che la sua "e' una scelta sulla quale ho riflettuto tanto perche' ho trascorso la maggior parte dell'eta' adulta fuori dall'Italia e sono contentissima di tutte le esperienze fatte". "Per me - evidenzia - rappresenta un'opportunita', non solo di tornare in Italia, ma anche di dire che i beni culturali italiani mi hanno dato tanto. Il Parco di Paestum e Velia mi ha dato tantissimo; adesso, ho l'opportunita' di prendere tutto cio' che ho imparato nelle varie esperienze fatte in giro nei diversi angoli del mondo e restituire qualcosa". La crescita registrata da Paestum e Velia negli ultimi anni? D'Angelo constata che "il Parco e' fiorito, anche negli ultimi due anni nonostante le difficolta' dettate dalla pandemia". Quanto al lavoro da mettere in campo, ricorda che "ci sono progetti, anche gia' avviati, e si deve andare avanti". Ma lei spera "di portare anche un approccio diverso". E spiega: "Ho lavorato con musei e universita' in Inghilterra e negli Stati Uniti e mi sono confrontata con altre realta'. Percio', spero di poter vedere la realta' pestana anche da un angolo differente. E, poi, bisogna lavorare tanto con la rete dei musei della Campania e con la rete territoriale".


