Musica popolare, folk e tradizione: una esplosione di suoni, canti e balli lungo tutto lo stivale. Tutto questo è stato “Folclori d’Italia”, l’evento organizzato dalle associazioni Tamburanova Artisti Associati, Comitato San Marziano Tames Club “Le idee che fanno spettacolo”, con la direzione artistica di Michele Barbato. Una serata unica tra suoni, melodie, emozioni, una mescolanza tra classico, folklore e sperimentazione, a fare da cornice lo splendido scenario del Palazzo Pisani a San Marzano sul Sarno. Da “Vitti ‘na crozza” alla “Tammurriata nera”, passando in rassegna dalla “Tarantella del Gargano”, “Riturnella”, “Tanto pe’ cantà” e poi le grandi classiche del repertorio napoletano “Briganti”, “Era de maggio” e “Spingule francese” e parlando di tradizione non poteva mancare Pulcinella. Una vetrina di tradizioni popolari nazionali: Sicilia – Puglia - Sardegna – Calabria - Campania – Lazio – Emilia Romagna. Una sorta di giro d’Italia della musica: ritmi incalzanti, tanta energia e poi la splendida voce di Gemma Annunziata che ha letteralmente rapito il pubblico presente, un canto profondo, intenso e senza sbavature, canta e ti coinvolge in tutti i dialetti d’Italia; accompagnata da un’altra grande voce del territorio Vincenzo Romano il cantore pellegrino, artista poliedrico: voce, tammorra e recitazione.
Musicisti e cantanti che hanno saputo interpretare al meglio lo spirito del Bel Paese. Ogni Regione ha le sue canzoni popolari italiane, capaci di testimoniare abilmente i passaggi da una generazione all’altra, di raccontare la storia e le vicissitudini di un popolo e di tramandarle ai posteri. Pezzi di storia raccontati attraverso la musica e il canto. Un ricchissimo patrimonio che per fortuna negli anni non è mai andato perso. Tammorre e percussioni (Emilio Teofrasto), violino (Pierpaolo Iemmo), chitarre (Michele Barbato e Leo Amendola), fisarmonica (Salvatore Torregrossa), voce (Rosa Oliva e Leo Amendola). Come intervalli tra i vari momenti l’interessante intervento del Musicologo: Maestro Giancarlo Amorelli, per un breve breafing sulle tradizioni popolari locali; ed i balli delle allieve della “Swanilda” Gruppo Danza. Una manifestazione ben articolata che ha specifiche finalità educative e richiama ad una esigenza fondamentale che mette in risalto quell’importanza strategica di far fronte ad un cambiamento epocale in cui forme e modalità della comunicazione sono cambiate radicalmente.


