"Sporadici ritrovamenti nelle campagne acerrane avevano permesso di ipotizzare una frequentazione di queste terre già in età preistorica. Gli scavi effettuati lungo la tratta di Alta Velocità Napoli-Bari hanno consentito di indagare in maniera estesa alcune aree finora inesplorate permettendo così di individuare veri e propri villaggi con annesse necropoli dell’età eneolitica a testimonianza di insediamenti stanziali nella piana acerrana. Ciò era reso possibile grazie alla fertilità dei suoli ed all’abbondante presenza dell’acqua. Infatti, in altri contesti, sono state rinvenute antiche arature e sistemi di canalizzazioni che confermano la vocazione agricola fin dal bronzo antico di quella vasta pianura che i romani poi definiranno Campania Felix. Alcuni degli oggetti ritrovati al Gaudello, frazione di Acerra, negli scavi iniziati nel 2014, sono in mostra presso il MAAS, il Museo Archeologico di Acerra e Suessula. Tra tutti si evidenzia un pugnale in bronzo, ritrovato in una tomba, che testimonia la presenza di una cultura con influenze sia adriatiche che tirrene. Questi ritrovamenti hanno puntato il faro sull’importanza archeologica di Acerra: di questo ne siamo sempre stati consapevoli. Ben 45anni fa, quando nessuno, istituzioni comprese, riconosceva questo valore ad Acerra, è nata la locale sede dell’Archeoclub d’Italia con l’obiettivo di valorizzarne la ricchezza archeologica che ancora oggi continua a rivelarsi!”. Lo ha dichiarato Rosa Anatriello, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Acerra, nel napoletano.


