Si è conclusa ieri la prima acquisizione di atti al Comune di Scafati: sono 22 in tutto i punti attenzionati dagli 007 della Prefettura. Cinque gli anni di amministrazione Aliberti, dal 1 gennaio 2011 ad oggi, al vaglio della Commissione. Solo per 3 dei 22 punti, la documentazione richiesta ai settori amministrativi comunali parte dal 1 gennaio 2014 ad oggi. Ieri la Commissione ha ricevuto tutta la documentazione richiesta il giorno di insediamento. Il 22 marzo scorso, alle ore 9.45 si era insediata a Palazzo Meyer, dopo 23 anni, una Commissione di accesso agli atti a cui toccherà verificare le procedure amministrative adottate dall'amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Aliberti durante il suo doppio mandato. La commissione avrà anche il compito di verificare se esistono rischi di infiltrazioni di tipo mafioso nelle attività riguardanti appalti, concessioni, patrocini, subappalti, e contratti similari per la realizzazione di opere, lavori e servizi pubblici. Dopo le presentazioni di rito con i dirigenti e il primo cittadino, il pool di esperti inviati a Scafati dalla Prefettura di Salerno di concerto con il Ministero degli Interni aveva immediatamente dato disposizioni alla segretaria comunale Immacolata Di Saia sulla documentazione da acquisire e che a breve sarà passata a setaccio. La Commisione è guidata dal Vice Prefetto Vincenzo Amendola coadiuvato tra gli altri dal capitano dei carabinieri Avagnale, dal comandate dei Gico Fusco, dal maggiore Apicella, dal comandante dell'antimafia Iannaccone e da tecnici come l'architetto Rocco del provveditorato alle opere pubbliche e dal funzionario prefettizio dottoressa D'Ovidio. Cinque i giorni di tempo, dal giorno 23 a disposizione dei dirigenti Laura Aiello, Giacomo Cacchione, M. Gabriella Camera, Nicola Fienga, Anna Sorrentino, Alfredo D'Ambruoso, Gaetano De Lorenzi, M. Antonietta De Nicola, Maddalena Di Somma, Ivano Donnarumma, Vittorio Minneci e Michele Russo, ciascuno per sua rispettiva competenza, per consegnare gli atti e la documentazione richiesta dalla commissione d'accesso.
I PUNTI SU CUI INDAGA LA COMMISSIONE - I 22 punti in elenco per cui vi era la necessità di produrre la documentazione andavano dall'organigramma completo di tutto il personale dell'ente dal 1 gennaio 2011, all'elenco delle società partecipate con indicazione dei legali rappresentanti e dei componenti dei cda dal 1 gennaio 2011, passando agli elenchi di tutti gli appalti di lavori, servizi, forniture già eseguiti, appaltati o in appalto con relativi dati di aggiudicazione, delle procedure, delle ditte aggiudicatarie con relativi nominativi dei responsabili dei procedimenti, degli incaricati della progettazione, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza. Lungo l'elenco degli atti richiesti vi erano anche le procedure legate a servizi come la mensa, i parcheggi, i servizi cimiteriali e il servizio integrato dei rifiuti, gli affidatari, i tecnici esterni ed interni incaricati della direzione e del controllo delle attività. Anche le somme urgenze, le procedure di affidamento, i regolamenti comunali come pure gli atti di indirizzo per il controllo dell'abusivismo edilizio e le autorizzazioni commerciali rilasciate dal 1 gennaio 2011, anche di medie e grandi strutture, sono state poste sotto la lente. Il lungo elenco di atti richiesto riguardava le procedure adottate dal 2011 e terminava tra gli altri con l'elenco dei beni immobili comunali alienati o dati in locazione e dei contributi versati a soggetti pubblici o privati.
LA PARTENZA DAL 2014: L'INCHIESTA BIS - Solo tre i punti sui 22 totali in elenco, per i quali sono stati chiesti gli atti "solamente" dal 1 gennaio 2014 : quelli relativi alle società partecipate, quelli relativi al piano di zona e gli atti relativi agli incarichi per il servizio civile. Un elenco preciso e mirato come se si sapesse già dove cercare. Una cospicua documentazione che sembrerebbe quasi impossibile da verificare senza un supporto informatico, atti richiesti espressamente in alcuni casi in formato excel e altri in formato pdf, i dati acquisiti molto probabilmente saranno messi a confronto attraverso dei software con algoritmi preimpostati al fine di evidenziare eventuali anomalie di gestione, di indirizzo amministrativo o per indIviduare eventuali soggetti che abbiano potuto beneficiarne, il tutto da attenzionare nei tre mesi a disposizione dei commissari.
I TEMPI DEI COMMISSARI - La commissione ha novanta giorni di tempo a disposizione, prorogabili per massimo altri novanta, per consegnare la relazione che fotograferà la macchina amministrativa scafatese. Tutti gli uffici nella giornata di ieri, hanno consegnato nelle mani della segretaria Di Saia tutta la documentazione richiesta, i 13 dirigenti e responsabili dei vari settori comunali coinvolti hanno lavorato alacremente per fornire nei tempi stabiliti la documentazione richiesta. Il tutto è ora nelle mani della Commissione Prefettizia, parte così il lavoro di verifica dei commissari, presenti ieri a Scafati dopo qualche giorno di assenza da Palazzo Meyer proprio per acquisire l'elenco dei documenti, sarebbe supportato anche da una dettagliata relazione sulla macchina comunale prodotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
IL DOSSIER - Una documentazione, quella della DIA, che sembra essere molto più dettagliata e copiosa di quella sottoposta alla Prefettura in un primo momento e che nel mese di novembre scorso non sarebbe stata ritenuta sufficiente dal Prefetto Vicario per l'invio immediato di una commissione di accesso agli atti. Il neo Prefetto di Salerno Antonio Malfi seguirebbe con molta attenzione il lavoro dei commissari e la vicenda che vede attenzionata la città di Scafati.


