Era un sistema infallibile dove i giocatori non potevano mai raggiungere delle vincite apprezzabili. Baravano e lo facevano in maniera complessa e articolata attraverso un sistema di organizzazioni criminali che tra la provincia di Salerno, la Basilicata, la Calabria e il sostegno della criminalità organizzata, riuscivano a piazzare piattaforme da gioco in gran parte del Sud ovest dell'Italia, creando un sistema capillare. La loro rete di punti di gioco si estendeva nella provincia di Salerno, e non solo, con la complicità degli esercenti che ospitavano le piattaforme da gioco illeciti della raccolta di scommesse rendendole fruibili al pubblico in modo tale da creare dei profitti per l'intera organizzazione. Questi soldi venivano re-investiti in nuove attività commerciali. Una di queste era il disco bar Jamm Jamm di San Valentino Torio. Nel mirino ci sono circa 23 attività commerciali della zona, tra cui addirittura uno studio dentistico abusivo. A guidare il gruppo era Antonio Contaldo che aveva alcuni rapporti cruciali con le forze dell'ordine in particolare con il maresciallo dei carabinieri Raffaele Baglieri in servizio presso la Tenenza di Pagani ed anche con il brigadiere della Guardia di Finanza di Salerno, Donato Salerno, che gli hanno permesso di costruire, anche attraverso l'uso abusivo della sua professione medica di dentista e con la gestione delle legge del gioco online un vero e proprio impero economico nell'ambito dell'illegalità in maniera incontrastata. In pratica Antonio Contaldo insieme ai figli Vincenzo e Giuseppe e con la stretta collaborazione di Vincenzo Caputo oltre al supporto tecnico di Carmine Stanzione come web master, dopo aver gestito in qualità di agenti determinati siti internet anche illegali finalizzati al gioco di azzardo online, tra il 2013 e l'inizio del 2014, avevano deciso di realizzare una piattaforma di gioco interamente da loro gestita nella quale erano inseriti i numerosi giochi di azzardo online, come ad esempio il poker ma anche poi giochi di scommesse virtuali, che consentivano ai promotori ingenti guadagni. La piattaforma di gioco sfruttava le conoscenze di Antonio Contaldo per diffondersi nel territorio italiano ed internazionale contattando sia soggetti che si occupavano di queste attività clandestine quale ad esempio Matteo Cimasa, ma anche Ciro Barba oppure i fratelli Tancredi (operanti nella Basilicata) tramite un altro sito internet specializzato denominato "Dollaro". In questo sistema rientravano anche soggetti calabresi che si erano occupati dell' espansione del mercato di questa piattaforma anche in Calabria. I proventi di questa rete criminale, prima erano custoditi a casa dei Contaldo, ma poi venivano portati su conti esteri non rintracciabili tramite il meccanismo delle poste pay o con dei conti Skrill ( carta prepagata estera). Si trattava di un sistema truffaldino in quanto il webmaster Stanzione aveva creato una serie di bot che rendevano impossibile per i giocatori riuscire a vincere ed a chiudere la partita in attivo. Eppure il mercato dei Contaldo continuava ad espandersi grazie ai rapporti con questi altri "specialisti del web" tra la Basilicata e la Calabria. Parallelamente agiva anche l'attività di agenti commerciali dei figli di Contaldo che si occupavano di fare aderire esercizi commerciali locali a questo sistema. Il ruolo di questi punti di gioco è cruciale e nelle società fittizie create sono coinvolti pregiudicati ed insospettabili professionisti dell'Irno e dell'Agro Nocerino Sarnese. Proprio la diffusione nei punti di gioco ha permesso al sistema criminale di crescere a dismisura e diventare milionario tanto da pensare di investire in attività commerciale a sua volta.
I DUE MILITARI COINVOLTI - Nella ricetta criminosa dei Contaldo non poteva mancare la presenza delle forze dell'ordine. Il gip della Dda di Salerno Pietro Indinnimeo ha disposto per Raffaele Baglieri, carabiniere in servizio presso la Tenenza di Pagani e per il brigadiere Donato Salerno della Finanza di Salerno – distaccato presso la Procura salernitana, 12 anni di interdizione dai pubblici uffici e dal loro ruolo nelle forze dell'ordine. Una decisione che arriva per i reati contestati ai due in questa maxi inchiesta. In particolare per quanto riguarda il carabiniere Baglieri la prima contestazione riguarda il concorso in falso in atto pubblico commesso da privato e induzione al falso ideologico in atto pubblico ed esercizio abusivo della professione medica. In particolare Antonio Contaldo aveva creato un falso certificato, pur non essendo un medico, con il quale attestava che la fidanzata del figlio Maria De Martino non poteva andare al lavoro nell'esercito a seguito di un raschiamento che aveva subito. Tutto senza avere alcun titolo per un intervento di questo tipo né per certificarlo. Con la complicità del maresciallo Raffaele Baglierim poi questo documento era stato inviato a mezzo fax dalla Tenenza di Pagani al comando della seconda compagnia dei Trasporti del decimo reggimento di Bari dell'esercito italiano. Insieme alla donna che fingeva di essere tra l'altro una parente e con la complicità del maresciallo Baglieri, addirittura anche il tenente Iannelli della caserma di Pagani aveva controfirmato l'atto che di fatto però era falso. Ma la complicità tra il maresciallo Baglieri ed Antonio Contaldo non finiva qui. In diverse occasioni infatti, il carabiniere aveva avvisato Contaldo di alcune indagini a suo carico svolte dal pm Cardea relative al 2010. Stesso discorso anche per il brigadiere Donato Salerno. L'ufficiale è accusato di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale, in quanto per il suo ruolo all'interno della Guardia di Finanza di Salerno aveva rivelato all'indagato Luigi Tagliamonte una serie di notizie che dovevano restare segrete relativi ai punti di gioco gestiti proprio dai familiari di Contaldo e dallo stesso Tagliamonte. In diverse occasioni, gli aveva evitato una multa oppure avevo avvisato prima che arrivassero i controlli. Per Contaldo era facile instaurare rapporti con le forze dell'ordine. È lo stesso tenente Iannelli a raccontare agli inquirenti di aver letto il certificato medico con timbro dello studio specialistico Dental Center di Antonio Contaldo per un suo sottoposto. Il sedicente dentista che in realtà era un odontotecnico, ero amico di molti militari in quanto sui clienti presso lo studio medico perché lo ritenevano di fatto un dentista. L'amicizia con Baglieri era nata quando il maresciallo fu colpito in caserma da una persona che fu arrestata ed ebbe un problema al dente. Probabilmente, lo stesso Baglieri lo riteneva un dentista, però al di là di questo, la loro amicizia era andata oltre infatti nel 2013, gli aveva fatto sapere di alcune indagini a suo carico. Poi gli racconta anche di una mail con un virus all'interno che era in grado di determinare l'attivazione di un'intercettazione ambientale. Una rivelazione palese di segreti d'ufficio, secondo gli inquirenti, che gli può costare la carriera. Invece il brigadiere Donato Salerno della Guardia di Finanza è finito nel sacco perché per puro caso era iniziata l'attività di intercettazione ambientale in alcuni punti gioco di Luigi Tagliamonte in particolare nel bar Millennium. In quelle conversazioni Tagliamonte e Contaldo parlavano spesso di un soggetto appartenente alla Guardia di Finanza di Salerno che lo aveva avvisato di alcuni controlli. Addirittura il brigadiere aveva consigliato a Tagliamonte di chiudere per una settimana per evitare controlli ed eventuali sanzioni, e lo aveva invitato comunque non fare imbrogli. Addirittura quando poi era arrivato il blitz ed una maxi multa lo stesso militare si era detto meravigliato in quanto sosteneva di aver chiesto di fare il minimo della sanzione e non una cifra così alta. Per gli inquirenti quindi la complicità è innegabile e secondo il gip del tribunale di Salerno Indinnimeo, i due devono essere interdetti dall'esercizio della propria attività nelle forze dell'ordine.
IL "DENTISTA DEI CARABINIERI" CONTALDO – Tanti militari tra i clienti di Contaldo che esercitava la professione medica senza essere di fatto un dentista ma solo un odontotecnico. Si atteggiava infatti a chirurgo ma di fatto non era che un tecnico. Grazie alle sue conoscenze ed alle sue amicizie, Antonio Contaldo però si era arricchito anche come finto medico presso il Dental Center di Pagani e non solo nel business delle scommesse illegali online.
TUTTI I NOMI - IN CARCERE: Antonio Contaldo (Pagani, classe 1966), Vincenzo Contaldo (Pagani, 1990), Giuseppe Contaldo (Pagani, 1992), Vincenzo Caputo (Pagani, 1968), Carmine Stanzione (Nocera, 1970), Maurizio Marino (Campagna, 1972), Luigi Tancredi (Potenza, 1965), Antonio Tancredi (Potenza, 1966). Ai DOMICILIARI. Patrizia Contaldo (Pagani, 1969), Luigi Tagliamonte (Pagani, 1969), Alfonso Sorrentino (Pagani, 1985), Mafalda Avallone (San Marzano sul Sarno, 1976), Antonio Pascale (San Marzano sul Sarno, 1983), Alfonso Pepe (Pagani, 1989), Salvatore D'Elia (Nocera Superiore, 1965), Vincenzo Ferrara (Pagani, 1976), Bruno De Girolamo Del Mauro (Pagani, 1961), Salvatore Attianese (Pagani, 1961). INTERDITTIVE: Raffaele Baglieri (carabiniere in servizio a Pagani) Donato Salerno (finanziere in servizio a Salerno). INDAGATI: Vincenzo Contaldo (Pagani, 1958), Giuseppe Contaldo (Pagani, 1962), Annamaria Contaldo (Pagani, 1987), Consiglia Contaldo (Pagani, 1955), Carmela Tagliamonte (Pagani, 1993), Vincenzo Tagliamonte (Pagani, 1991), Angelo Miranda (San Valentino Torio, 1988), Andrea Miranda (San Valentino, 1960), Alfonso Tortora (San Valentino, 1960), Antonio Tortora (San Valentino, 1985), Luigi Tortora (San Valentino, 1989), Matteo Cimasa (Nocera, 1958), Domenico Orsini (Nocera, 1961), Ciro Barba (nato a Salerno e residente a San Mauro Cilento, 1959), Giovanni Marinelli (Potenza, 1962), Rocco Bochicchio (Potenza, 1977), Francesco Palumbo (Pagani, 1959), Luigi Bartolo (Catanzaro, 1962), Gaetano Marinelli (carabiniere già in servizio a Pagani), Salvatore Brancaccio (Scafati, 1961), Maurizio Sorrentino (Cava de' Tirreni, 1972), Paolo Paolillo (Sant'Egidio del Monte Albino, 1976), Andrea Grimaldi (San Marzano sul Sarno, 1982), Anna Opramolla (Mercato San Severino, 1942), Donato Mirko Carratù (San Severino, 1991), Antonio Migliaro (San Valentino , 1991), Luigi Passaro (Pagani, 1988), Antonietta D'Elia (Nocera Superiore, 1990), Maria Schiavo (Pagani, 1947), Salvatore Coda (Pagani, 1976), Scilla Stile (Pagani, 1976), Marzia Del Mauro De Girolamo (Sant'Egidio, 1990), Carmela Coppola (Sant'Egidio, 1977), Massimo Sant'Aniello (Sant'Egidio 1979), Enrico De Angelis (Pagani, 1971), Regolo Esposito (Pagani, 1960), Alfonso Esposito (Pagani, 1982), Immacolata Primavera (Pagani, 1960), Francesco Airò (Agrigento, 1979), Maria De Martino (Pagani, 1991).


